Tosi ospite in città in cerca di un perché
di Leonardo Grilli
L’ex sindaco di Verona sarà domani a un convegno della Rete di comitati Sul palco parlerà di sicurezza ma di Reggio conosce solo «ciò che ho letto»
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REGGIO EMILIA. Domani, il giorno dopo la tappa reggiana di Renzi in provincia, a Reggio Emilia ci sarà Flavio Tosi. L’ex sindaco di Verona, fondatore unico della fondazione “Ricostruiamo il Paese” e coordinatore nazionale del movimento politico “Fare! Con Flavio Tosi è stato invitato come ospite al convegno “Quale sicurezza a Reggio Emilia?”, organizzato dalla Rete dei comitati cittadini. Una domanda sulla quale, però, l’ex leghista non sembra avere la risposta pronta. Così come non trova risposta chi, legittimamente, si è chiesto: «Ma che centra Tosi con Reggio?».
Se l’obiettivo della Fondazione è nitidamente quello di organizzare le primarie nazionali di centrodestra e sostenere la candidatura – nemmeno a farlo apposta – di Tosi a leader della coalizione, sul perché invece sia stato invitato nella nostra città aleggia un’aurea di mistica incertezza. Una partecipazione che probabilmente ha stupito lo stesso Tosi il quale, raggiunto dalla Gazzetta al telefono, non si è dimostrato proprio sicurissimo sulla natura dei suoi ospiti o sui problemi di sicurezza nella nostra città. L’intercalare più usato nelle sue frasi è, sintomatico: “Da quello che ho letto”.
«Mi hanno invitato – esordisce il veronese quando gli chiediamo la ragione di questo invito – sia i comitati che Mirabile perché il tema che affrontano, mi pare, è quello della sicurezza e io sono un ex sindaco noto per aver reso la mia città fra le più ordinate, pulite e sicure in Italia. Una specie di tecnico insomma la politica non c’entra, sì vengo chiamato come tecnico». Una frase cauta, dettata dal fatto che fra le cose lette da Tosi ci sono anche i sospetti che Roberto Mirabile, presidente della Caramella Buona Onlus, e i comitati si stiano preparando alla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative.
È chiaro che il numero telefonico di Tosi circoli tranquillamente fra gli ambienti politici del centrodestra reggiano. Ma è una conoscenza reciproca? E, soprattutto, Tosi quali reggiani conosce? Su Mirabile, ad esempio, il tono della risposta data alla Gazzetta ricorda molto il «chi era costui?» di manzoniana memoria. E, senza timore di restare invischiato in polemiche locali da poco conosciute, l’ex sindaco di Verona ci spiega: «Su Mirabile ho letto qualcosa per documentarmi prima del dibattito. E da quello che ho letto penso che la polemica che coinvolge la Caramella Buona sia pretestuosa. Fa attività associazionistica da anni, dopodiché se gli capiterà di impegnarsi in politica glielo auguro. L’impegno lo vedo come una cosa positiva». Insomma, sul palco assieme al nuovo lobbista Mirabile e alla criminologa Roberta Bruzzone, Tosi parlerà di sicurezza e dell’esperienza della sua città. Ma qui, a Reggio, quali sono le caratteristiche del degrado urbano?
«Da quello che ho letto – premette – sono i soliti problemi nazionali. Ammesso che un sindaco non può fare miracoli visti i limiti fissati dalle norme nazionali, è anche vero che con competenza e impegno si possono contenere e limitare certi fenomeni. Quando ero primo cittadino io, a Verona accattoni e altre persone poco raccomandabili non c’erano ma andavano nelle altre città perché sapevano che da noi sarebbero state più sotto pressione».
Tutta colpa di Luca Vecchi quindi? Forse: «Se un sindaco è buonista o rinunciatario i problemi esplodono e credo che, da quello che ho letto, Reggio soffra proprio di questo». E, alla fine della fiera, cade anche la certezza di essere stato invitato come “tecnico”: «È chiaro che per coincidenza – conclude Tosi – sono anche un esempio importante di civismo ed è un dato di fatto che a tutte le elezioni le liste civiche la fanno da padrona, il cittadino vuole scegliere le persone non il partito».
Un esempio da imitare anche per la Rete di comitati?
Se l’obiettivo della Fondazione è nitidamente quello di organizzare le primarie nazionali di centrodestra e sostenere la candidatura – nemmeno a farlo apposta – di Tosi a leader della coalizione, sul perché invece sia stato invitato nella nostra città aleggia un’aurea di mistica incertezza. Una partecipazione che probabilmente ha stupito lo stesso Tosi il quale, raggiunto dalla Gazzetta al telefono, non si è dimostrato proprio sicurissimo sulla natura dei suoi ospiti o sui problemi di sicurezza nella nostra città. L’intercalare più usato nelle sue frasi è, sintomatico: “Da quello che ho letto”.
«Mi hanno invitato – esordisce il veronese quando gli chiediamo la ragione di questo invito – sia i comitati che Mirabile perché il tema che affrontano, mi pare, è quello della sicurezza e io sono un ex sindaco noto per aver reso la mia città fra le più ordinate, pulite e sicure in Italia. Una specie di tecnico insomma la politica non c’entra, sì vengo chiamato come tecnico». Una frase cauta, dettata dal fatto che fra le cose lette da Tosi ci sono anche i sospetti che Roberto Mirabile, presidente della Caramella Buona Onlus, e i comitati si stiano preparando alla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative.
È chiaro che il numero telefonico di Tosi circoli tranquillamente fra gli ambienti politici del centrodestra reggiano. Ma è una conoscenza reciproca? E, soprattutto, Tosi quali reggiani conosce? Su Mirabile, ad esempio, il tono della risposta data alla Gazzetta ricorda molto il «chi era costui?» di manzoniana memoria. E, senza timore di restare invischiato in polemiche locali da poco conosciute, l’ex sindaco di Verona ci spiega: «Su Mirabile ho letto qualcosa per documentarmi prima del dibattito. E da quello che ho letto penso che la polemica che coinvolge la Caramella Buona sia pretestuosa. Fa attività associazionistica da anni, dopodiché se gli capiterà di impegnarsi in politica glielo auguro. L’impegno lo vedo come una cosa positiva». Insomma, sul palco assieme al nuovo lobbista Mirabile e alla criminologa Roberta Bruzzone, Tosi parlerà di sicurezza e dell’esperienza della sua città. Ma qui, a Reggio, quali sono le caratteristiche del degrado urbano?
«Da quello che ho letto – premette – sono i soliti problemi nazionali. Ammesso che un sindaco non può fare miracoli visti i limiti fissati dalle norme nazionali, è anche vero che con competenza e impegno si possono contenere e limitare certi fenomeni. Quando ero primo cittadino io, a Verona accattoni e altre persone poco raccomandabili non c’erano ma andavano nelle altre città perché sapevano che da noi sarebbero state più sotto pressione».
Tutta colpa di Luca Vecchi quindi? Forse: «Se un sindaco è buonista o rinunciatario i problemi esplodono e credo che, da quello che ho letto, Reggio soffra proprio di questo». E, alla fine della fiera, cade anche la certezza di essere stato invitato come “tecnico”: «È chiaro che per coincidenza – conclude Tosi – sono anche un esempio importante di civismo ed è un dato di fatto che a tutte le elezioni le liste civiche la fanno da padrona, il cittadino vuole scegliere le persone non il partito».
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