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Cooperative e crisi: colletta da 7 milioni per 1.500 soci beffati

di Enrico Lorenzo Tidona
Cooperative e crisi: colletta da 7 milioni per 1.500 soci beffati

Reggio Emilia: donazioni da 5mila a 600mila euro da parte di 50 coop per “risarcire” i prestatori di Coopsette, Unieco e Indaco

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REGGIO EMILIA. La svolta dopo la grande crisi è arrivata e con essa anche i soldi tanto agognati dalle centinaia di cooperatori reggiani beffati dalla crisi delle loro cooperative. Legacoop Emilia Ovest ha annunciato ieri l’avvio di una maxi colletta da parte di 50 cooperative per restituire almeno il 25% del prestito sociale svanito dai conti di 1.500 soci delle coop reggiane Coopsette e Unieco, e della piacentina Indaco.

Tre realtà storiche dell’edilizia, esplose negli anni del boom e schiacciate poi dai debiti, che per Unieco e Coopsette valgono passivi di oltre 600 milioni di euro ciascuno. Coopsette è entrata in liquidazione coatta il 28 ottobre 2015 e Unieco il 7 aprile quest’anno. La prima aveva un prestito sociale di circa 10 milioni di euro, la seconda di 12 milioni circa, mentre Indaco (coop di abitazione) di 2,5 milioni.

«Quei 7 milioni verranno equamente distribuiti tra i soci delle tre cooperative - ha spiegato Andrea Volta, presidente di Legacoop Emilia Ovest - Restituiremo almeno il 25%. Poi però ci sono le spese di procedura, che dovranno essere coperte sempre con i soldi di questa grande colletta che non era né dovuta da parte delle altre cooperative del sistema, né scontata. Entro il prossimo anno questa operazione andrà a beneficio di Indaco e Coopsette mentre per Unieco sarà più facile che si tratti del 2019 non essendoci ancora la stato passivo della liquidazione». Legacoop si accollerà i crediti di pari importo vantati dai soci. Le donazioni vanno da 5mila euro della piccola coop sociale ai 600mila del colosso Coop Alleanza.

Federconsumatori aveva puntato più in alto con le richieste: voleva il 40% per i soci beffati, come accordato in passato a Orion e Cmr. Ma con questa ultima raccolta solidaristica, le risorse messe a disposizione dal 2012 dalle cooperative di Legacoop Emilia Ovest superano i 30 milioni di euro e 90 milioni a livello regionale. Come spiegato da Volta, e con il coinvolgimento e l’impegno di Mauro Lusetti, presidente Legacoop Nazionale, e Giovanni Monti, presidente Legacoop Emilia Romagna, è stato fatto un lungo lavoro di condivisione che è sfociato in un’ampia comunione di intenti e in risultati significativi e non scontati, dato il contesto generale sfavorevole e le difficoltà che contraddistinguono l’attuale congiuntura economica. «I cooperatori del territorio delle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, danno prova dello spirito mutualistico che contraddistingue da sempre la cooperazione», dichiara Volta.

Poi c’è il fronte normativo relativo alla nuova regolamentazione del prestito sociale. «Anche lì bisogna arrivare in fondo - dice Volta - a tutela dei soci e delle cooperative, che rafforzi la nostra autoregolamentazione, già in vigore, e che è ancora più rigida di quanto indicato dalla Banca d’Italia». Poi lo sfogo: «In questi tre mesi abbiamo sentito molta forza e molto unità in un mondo dove si è sempre più divisi. Basta guardare la politica. Il nostro è un sistema solidale al suo interno. Anche nei gruppi dirigenti più giovani c’è la consapevolezza che le aziende sono forti se lo sono anche le altre. Per noi non era scontato dare questi soldi perché per un cda di una coop deliberare di mettere a fondo perduto somme così importanti non è semplice». Luca Bosi, presidente di Boorea specifica: «Il prestito sociale deve rimanere un finanziamento a una cooperativa ma il socio deve sapere che ogni coop è un’azienda che ha dei rischi di impresa».

Per Maurizio Molinelli, vice presidente di Legacoop Emilia Ovest, «il prestito sociale ha un andamento variegato: quando ci sono delle crisi scende ma poi risale. Ora è in crescita». Infine la chiosa finale: a livello nazionale il prestito sociale svanito è l’1,4% sul totale. «Cifra irrisoria ma comunque consistente per noi» dice Volta. «Le banche hanno scoperture ben maggiori che arrivano al 15%».

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