La Coopbox chiede altri sacrifici Presidio di protesta dei lavoratori
di Daniela Salati
Bibbiano: l’azienda non ripristinerà il livello salariale pre-crisi e non vuole pagare la quattordicesima Stato d’agitazione dei dipendenti, che chiedono il rispetto degli accordi sottoscritti un anno e mezzo fa
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BIBBIANO. I lavoratori del settore produttivo della Coopbox sono in agitazione a causa dei tagli alla quattordicesima che l’azienda ha richiesto. Blocco dello straordinario e della flessibilità e presidi davanti all’azienda in via Vittorio Veneto, che sono iniziati venerdì mattina alle 7 e termineranno domani.
Gli accordi sottoscritti un anno e mezzo fa in Provincia prevedevano la riduzione dello stipendio di 150 euro circa con il ripristino a partire dal 2018, ma la Coopbox non solo non ripristinerà lo stipendio ridotto a suo tempo; ora chiede ai lavoratori di rinunciare anche alla quattordicesima.
«I lavoratori sono molto preoccupati ed arrabbiati. La Coopbox non può chiedere ulteriori sacrifici, ora insostenibili», afferma Pino Oliverio della Filctem Cgil.
Alla rinuncia alla quattordicesima occorre aggiungere anche altri disagi richiesti, come l’incremento dell’orario di lavoro spalmato su sei giorni e non più su cinque a parità di salario.
«Non solo l’azienda non ripristinerà lo stipendio ridotto un anno e mezzo, fa ma addirittura chiede indietro altro denaro, la quattordicesima che rientra nell’accordo contrattuale e che l’azienda non è più nelle condizioni di riconoscere ai lavoratori», aggiunge Oliverio.
Altissima l’adesione allo sciopero da parte del settore produttivo di tutti i turni di lavoro. Sulla storica cooperativa di packaging del gruppo Ccpl pesa la multa da 30 milioni di euro comminata dall’Antitrust europeo. L’azienda ha fatto ricorso ed è in attesa dell’esito.
Venerdì c’è stato anche un momento di tensione quando verso le 14.30 un camionista ha cercato di forzare il presidio per entrare in azienda. Qualcuno ha chiamato i carabinieri, che hanno provveduto a identificare i presenti. In realtà il camionista avrebbe potuto entrare tranquillamente da un altro cancello. Lo stato di agitazione dei lavoratori prosegue in attesa dell’esito dell’incontro con la direzione aziendale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli accordi sottoscritti un anno e mezzo fa in Provincia prevedevano la riduzione dello stipendio di 150 euro circa con il ripristino a partire dal 2018, ma la Coopbox non solo non ripristinerà lo stipendio ridotto a suo tempo; ora chiede ai lavoratori di rinunciare anche alla quattordicesima.
«I lavoratori sono molto preoccupati ed arrabbiati. La Coopbox non può chiedere ulteriori sacrifici, ora insostenibili», afferma Pino Oliverio della Filctem Cgil.
Alla rinuncia alla quattordicesima occorre aggiungere anche altri disagi richiesti, come l’incremento dell’orario di lavoro spalmato su sei giorni e non più su cinque a parità di salario.
«Non solo l’azienda non ripristinerà lo stipendio ridotto un anno e mezzo, fa ma addirittura chiede indietro altro denaro, la quattordicesima che rientra nell’accordo contrattuale e che l’azienda non è più nelle condizioni di riconoscere ai lavoratori», aggiunge Oliverio.
Altissima l’adesione allo sciopero da parte del settore produttivo di tutti i turni di lavoro. Sulla storica cooperativa di packaging del gruppo Ccpl pesa la multa da 30 milioni di euro comminata dall’Antitrust europeo. L’azienda ha fatto ricorso ed è in attesa dell’esito.
Venerdì c’è stato anche un momento di tensione quando verso le 14.30 un camionista ha cercato di forzare il presidio per entrare in azienda. Qualcuno ha chiamato i carabinieri, che hanno provveduto a identificare i presenti. In realtà il camionista avrebbe potuto entrare tranquillamente da un altro cancello. Lo stato di agitazione dei lavoratori prosegue in attesa dell’esito dell’incontro con la direzione aziendale.
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