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Lepido azzurro è già il “guastatraffico”

Lepido azzurro è già il “guastatraffico”

Statua amata ed odiata. Per gli automobilisti è un’avanguardia dei pilomat e della riforma dell’isola pedonale 

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REGGIO EMILIA. Multiruolo inaspettato. La statua in polistirolo e resina del Marco Emilio Lepido azzurro in piazza del Monte fa due cose. Col suo braccio bianco indica i Musei Civici, sede principale della mostra archeologica dedicata ai 2.200 anni della via Emilia, che aprirà il 25 novembre pubblicizza la mostra. Con il suo colore e la sua mole mette a nudo l’insostenibilità del traffico che bellamente attraversa questo nodo fondamentale del centro storico.

La scultura, alta quattro metri (piedistallo compreso) e di solo otto chili di peso oltre ad attirare la curiosità e attizzare i giudizi buoni e cattivi dei passanti, mette in crisi la circolazione. La disturba.

Traffico che in questa precisa area dell’esagono cittadino dovrebbe essere limitato per numero di permessi e tempo di transito e sosta in precise ore della giornata.

Invece già giovedì in occasione della sua installazione la statua ha provocato disorientamento. Ha increspato l’abitudine al passaggio indiscriminato. Perché nel mezzo dell’ingorgo la copia sintetica della statua del triumviro (l’originale settecentesco è in municipio) fa quell’effetto che una volta sprigionavano i vigili urbani che si sbracciavano al centro degli incroci. Perché questo Marco Emilio Lepido color puffo fa le veci di un pilomat. È amato e odiato in un paio di giorni soltanto.

Nomini pilomat a automobilisti e commercianti e automaticamente la perturbazione s’approssima. Eppure il nome dato al piano comunale dovrebbe ispirare fiducia e benessere, quasi un aerosol: “Reggio Respira”.

La polemica sulle strade chiuse e il nuovo centro pedonale è infatti rimandata. L’assessore Mirko Tutino con saggezza ha infatti programmato la riforma e quindi l’entrata in funzione di queste barriere elettroniche a scomparsa a dopo le feste, all’inizio del nuovo anno. I dissuasori saranno 8 (quanto i chili della statua azzurra). Due di questi saranno attivi proprio sui due tronchi della storica via Emilia, sul segmento Santo Stefano e sul segmento San Pietro. Gli altri dissuasori spunteranno e spariranno dal piano stradale sempre nell’area del centro storico. Gli abitanti (proprietari e affittuari), e gli operatori commerciali saranno muniti di telecomando per poter entrare e uscire dalla nuova isola.

Se ne vedranno delle belle. La prima è la constatazione di quanti permessi saranno rilasciati considerando che l’amministrazione comunale ha affermato di voler apportare restrizioni alla distribuzione dei “salvacondotti”.

Piaccia o non piaccia la statua di Marco Emilio Lepido - nel suo piccolo - è già un disturbo, o meglio un imprevisto e imprevedibile dissuasore. Perché a causa della sua valenza commerciale e di snodo piazza del Monte è il posto (brutta parola, appunto) dei passaggi, delle retromarce, delle invasioni dei marciapiedi, dei passaggi, delle soste e degli ingorghi di centinaia di mezzi. La statua, come il palo di una giostra si sta dimostrando un perno: destabilizza il caos. Incredibile, ma vero. Questa sensazione è così forte e condivisa che c’è chi teme che proprio la statua del triumviro - fondatore della nostra città - sarà la vittima di un incidente stradale. Un infortunio “sul lavoro”. Cioè di un investimento, prima ancora dei temuti atti teppistici, delle scritte e altre sorprese. Il cerchio giallo intorno al piedistallo pare un bersaglio. (st.sc.)

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