Gazzetta di Reggio

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Tutta Reggio in pista come negli anni ’90

di Martina Riccò
Tutta Reggio in pista come negli anni ’90

Pienone all’Italghisa per la festa ispirata alla storica rivista

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REGGIO EMILIA. Tutta Reggio in pista come negli anni Novanta. E forse anche più scatenata.

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Venerdì sera la Fonderia Italghisa è stata presa d’assalto (con code all’ingresso anche dopo l’una) dal popolo della notte che frequentava l’Adrenaline, il Domino, il Number One, l’Epsylon, lo Zoe Caffè, la stessa Italghisa e chi più ne ha più ne metta. Corrado Boni – ideatore della festa – era stato chiaro: «Divertiamoci come allora». E i giovani degli anni Novanta non se lo sono fatti ripetere due volte. Chi ha deciso di cenare con le proposte della Fabbrica della Birra (circa 700 persone), chi è andata a prepararsi a casa delle amiche (per scambiarsi consigli su vestiti, trucco e acconciatura) e chi è arrivato in ritardo, proprio come allora, e ha dovuto lasciare l’auto a un paio di chilometri dalla discoteca perché i parcheggi erano tutti occupati.

La festa alla Fonderia Italghisa

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Una volta dentro, eccolo lì il meglio degli anni Novanta. Un fiume di persone ondeggia al ritmo della musica di quegli anni: Alexia, Eiffel 65, Gigi D’Agostino e pure gli 883 (con “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” cantata abbracciati e a squarciagola). «Che serata fantastica», «Dopo tanto tempo ci siamo ritrovati tutti», «Vedo persone che non vedevo da una vita, che meraviglia», «C’eravamo allora e ci siamo ora: e continuiamo a divertirci».

E cosa importa se i capelli sono caduti o i jeans di allora non si chiudono più. Le fotografie di Tutto Reggio campeggiano sulle pareti dell’Italghisa, c’è chi ancora si cerca – come succedeva 25 anni fa sfogliando la rivista e come è avvenuto nelle ultime settimane sulla pagina Facebook “Tutta Reggio”, che per lanciare l’evento ha pubblicato gli scatti dell’epoca – e chi si fa fotografare davanti al sè del passato, sfidando il tempo e in alcuni casi stravincendo.

La parola ai protagonisti della serata

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In pista, nel frattempo, occhi scintillanti, mani che si alzano per salutare, cellulari al cielo per scattare selfie... perché il popolo degli anni Novanta la lezione l’ha imparata: adeguarsi ai tempi, sì, mantenendo inalterati l’entusiasmo e la voglia di divertirsi. E allora via, di nuovo in posa, mescolando i ricordi di ieri con quelli di oggi, questa volta sfruttando la cornice di cartone che ripropone la grafica del giornalino più amato della città. Alla musica pensano i dj di sempre: Cerla, Stefano Gambarelli e il vocalist Bajo.


Qui e là compare anche Giuseppe Bucaria, macchina fotografica ufficiale di Tutto Reggio. «Un successo – commenta il dj Corrado Boni, abbracciato a Luca Redeghieri e Davide Boccolari dell’Italghisa, che da subito hanno collaborato all’iniziativa – non ci saremmo mai aspettati che partecipassero così tante persone. È la dimostrazione che dalle piccole cose possono nascerne di grandi».

La magia svanisce all’alba, quando anche gli ultimi irriducibili lasciano la pista. Ma oggi, almeno, si può tornare a casa tranquilli: il “terribile” vigile Ghizzoni è in pensione e non può più controllare se il motorino è truccato. Il motorino, già...


 

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