Gazzetta di Reggio

Reggio

All’hotel Astoria rinasce una destra in incognito

di Leonardo Grilli
All’hotel Astoria rinasce una destra in incognito

Oltre duecento i presenti al convegno organizzato ieri dalla Rete dei comitati I relatori negano appartenenze politiche ma in sala tanti volti noti di quell’area

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REGGIO EMILIA. Noi non siamo né di destra né di centrodestra, siamo apartitici. Anche se «la sinistra in 70 anni ha fatto più danni della grandine, i campi rom vanno chiusi, noi abbiamo ragione e se non siete d’accordo con noi agite per bassi tornaconti personali». La destra reggiana in cerca della vittoria finale alle prossime elezioni ha lanciato il suo primo grido alla città ieri dal palchetto dell’hotel Astoria. Una platea molto nutrita composta da oltre duecento persone, eterogenea per sesso ed età ma con un’unica caratteristica comune.

Molte delle facce che ascoltano gli oratori sono volti più o meno conosciuti della destra del nostro territorio. Nomi storicamente legati anche ai partiti che, eppure, vengono rinnegati dalla Rete di comitati come Superman la kryptonite. Esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Nuova, ex Forza Italia, ex Alleanza Nazionale, tutti o quasi tutti presenti per partecipare al convegno dal titolo “Quale sicurezza per la nostra città?”.

Una domanda che i relatori – il portavoce della Rete, Corrado Grasselli, il presidente della Caramella Buona Onlus, Roberto Mirabile, la criminologa Roberta Bruzzone e l’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi – avrebbero voluto rivolgere al sindaco Luca Vecchi. «Un mese e tre giorni dopo il nostro invito – incalza Grasselli – il sindaco ci ha detto che non sarebbe potuto venire per altri impegni».

Tutti ridono, guardando il cartellino col nome di Vecchi messo provocatoriamente sul palco davanti a una sedia vuota. Tutti tranne l’assessore alla Sicurezza, Natalia Maramotti, che è presente in sala. Prende appunti, ascolta con attenzione, ma non interviene nemmeno quando Tosi si lancia in una serie di durissimi attacchi all’amministrazione. «Non sono qui come assessore – ci spiega sottovoce mentre Mirabile accosta i nigeriani della zona stazione all’Isis e a Boko Haram – come semplice cittadina posso andare dove voglio».

A fare da silenti e un po’ inquietanti guardiani, una mezza dozzina di volontari del Corpo di difesa territoriale. Piazzati all’ingresso della sala e tutti attorno al pubblico, sguardo severo e in divisa con le braccia conserte, scrutano con attenzione perché, ci dicono, «collaboriamo con la Caramella Buona e dobbiamo presidiare».

Anche se il pericolo rosso, visto lo stato di salute della sinistra, non sembra così imminente. Insomma, è una destra reggiana che rinasce in incognito, mascherata, quasi con paura a pronunciare la parola politica. Le adesioni e i consensi, fuori da quella sala, li attrae il civismo e non i partiti e quasi tutti lo hanno capito. Lo sanno molti dei 200 presenti e lo sa l’ex leghista Tosi, che ammette: «Le formazioni civiche ormai portano più voti e non ci vedo nulla di male se questi comitati dovessero alle amministrative scendere in politica». E magari alleati con lui.

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