Crac delle coop, i rimborsi non fermano i soci traditi
Nell'assemblea organizzata da Federconsumatori Reggio Emilia arriva il sì alla proposta Legacoop di restituzione del 25%. Parte una richiesta a Boorea: «Ci dia eventuali nuovi crediti Orion e Cmr»
REGGIO EMILIA. Stringere i tempi per un accordo con Legacoop in funzione di una legge nazionale sul prestito sociale, con maggiori garanzie per i soci e con organismi di vigilanza rafforzati. E poi: sì alla restituzione almeno del 25% dei risparmi per i soci beffati dai crac Unieco, Coopsette e Indaco (coop piacentina di abitazione). E infine: eventuali altre restituzioni che emergeranno nel corso delle procedure Cmr e Orion siano destinate ai soci traditi e non rimangano in pancia a Boorea, lo strumento con cui Legacoop ha restituito il 40% del prestito sociale dopo i crac delle due cooperative, attraverso l’acquisizione dei crediti dei singoli prestatori e insinuandosi così nel passivo. La linea Federconsumatori passa pressoché all’unanimità, registrando appena cinque voti contrari e una sola astensione fra i circa 400 soci presenti al centro sociale Tricolore.
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È qui che, all’indomani dell’annuncio di Legacoop della restituzione di 7 milioni di euro, si sono dati appuntamento i soci traditi dal crac dei quattro colossi della cooperazione reggiana. Una ecatombe che nel giro di quattro anni ha mandato in fumo complessivamente 70 milioni di prestito sociale: per i soci Cmr e Orion, la restituzione è arrivata al 40%. Per quanto riguarda invece Unieco e Coopsette, da Legacoop hanno annunciato una maxi-colletta di 50 cooperative per racimolare 7 milioni da dividere fra 1.500 soci, con una restituzione pari al 25%.
Una percentuale inferiore a quanto richiesto dalla stessa Federconsumatori, che ha sempre reclamato un trattamento uguale per tutti i soci. Ma un annuncio considerato comunque un segnale di svolta. «Siamo ad una tappa importantissima di tutto il lavoro svolto in questi anni, che comunque proseguirà in futuro – afferma Giovanni Trisolini, presidente Federconsumatori Reggio Emilia – siamo riusciti ad ottenere un risultato che riteniamo sia positivo, e speriamo che dalla procedura i commissari riconoscano altre risorse per i soci prestatori, in modo da raggiungere un obiettivo paritario».
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Il 15%. È questo il margine che separa i soci Unieco e Coopsette dalla quota del 40%, riconosciuta dopo una lunga battaglia per i soci Cmr e Orion. Un motivo di delusione per molti soci presenti all’assemblea di ieri, che fra preoccupazione e speranze continueranno comunque in maniera compatta la loro battaglia. Come Ildebrando Fontanili, socio Unieco: «Non sono proprio soddisfatto, mi aspettavo molto di più, intorno al 70%-80%. Ma iniziative come questa di Federconsumatori sono molto utili», racconta. Percentuali che non sono sparate a caso, ma si avvicinano a quanto restituito in altri contesti cooperativi, in particolare friulani, dove la battaglia dei soci traditi era riuscita a riottenere anche fino all’80% del prestito sociale. «Cosa penso? È meglio che non parli», dice Enzo Panizzi, socio Coopsette. La speranza, tuttavia, sembra non mancare. Così come la voglia di far ancora sentire la propria voce, anche fuori dalla nostra provincia. «Da Reggio è nato un movimento che ha posto sia il problema delle cooperative fallite, sia quello più complessivo delle garanzie del prestito sociale, che è una grande questione di livello nazionale – spiega Emilio Viafora, presidente nazionale Federconsumatori, intervenuto all’assemblea – Da qui parte una spinta forte perché il Parlamento approvi rapidamente una legge che intervenga in termini di maggiore vigilanza e di autoregolamentazione del prestito». Si tratta della legge che dovrebbe contenere anche il cosiddetto fondo Salva-soci: una lotta contro il tempo, visti i tempi della legislatura, con una campagna elettorale ormai alle porte che potrebbe stravolgere radicalmente i lavori del Parlamento. «In Senato c’è già la discussione sulla legge di contrasto alle cooperative spurie. Si potrebbe inserire un emendamento in quel disegno di legge», continua Viafora, che comunque nei prossimi giorni contatterà i vertici nazionali Legacoop per trovare un punto d’intesa sulle prossime mosse da mettere in campo. «Il fondo? – conclude il presidente Federconsumatori – Dovrebbe essere interno al sistema delle cooperative e non finanziato dallo Stato, regolamentato attraverso una serie di vincoli che dovrebbero essere monitorati dal ministero».
E mentre alcuni soci Cmr lamentano che le cambiali finanziarie saranno escluse da eventuali futuri risarcimenti, sul tavolo delle coop fallite si affacciano anche i soci traditi dalla coop San Prospero, legata a Confcooperative e franata nell’ambito del tracollo di Parco Ottavi, con 100 soci che vantano ancora crediti attivi.
«Un milione di euro di prestito sociale – afferma Trisolini – i prestatori sono anziani che avevano riposto i loro risparmi in questa cooperativa. Ci sono casi umani, come quello di una vecchietta i cui familiari hanno dovuto accendere un mutuo per pagare la retta della casa di riposo. Apriremo un confronto con Matteo Caramaschi, presidente di Confcooperative, perché anche Confcooperative si assuma la responsabilità di questi casi sociali e restituisca come fatto da Legacoop il 40% del prestito sociale. Finora ci sono stati due incontri, nei quali Confcooperative ha fatto una proposta inaccettabile, attorno al 15%. Non si capisce il motivo per il quale i soci della San Prospero dovrebbero accontentarsi di così poco».
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