Odori, polemiche sulle analisi
Viano, il sindaco: «Tutto ok». Il comitato: «I dati sono quelli forniti dalla cartiera, nessun test sul posto»
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VIANO. Fanghi e odori continuano a far discutere, anche a venti giorni dai disagi. Giovedì sera, a Regnano, il sindaco di Viano Giorgio Bedeschi e i componenti della sua giunta, oltre al vicecomandante della Municipale, hanno incontrato gli abitanti di Ca’ Bertacchi, Casola Querciola e Ca’ del Vento per parlare dell’allerta odori segnalata negli ultimi giorni di ottobre nella zona Nord del Querciolese, di problemi di viabilità e di sicurezza.
Un tema molto sentito è quello degli odori percepiti alla fine del mese scorso, provocati dallo spandimento di fanghi a base di cellulosa, scarti di lavorazione della cartiera Sicem Saga di Ciano, usati per rafforzare il terreno. Alcune persone hanno avuto malori in quel periodo. Ora l’odore è sparito, ma le preoccupazioni rimangono.
«Ho parlato delle relazioni sullo spandimento liquami che abbiamo ricevuto e approfondiremo le richieste ricevute», spiega Bedeschi. «Va detto che, secondo l’Arpae e la guardia forestale, è tutto a posto; le varie analisi precedenti non hanno fatto venir fuori problemi, la documentazione della Sicem Saga è a posto. Questo scarto di cartiera si può usare seguendo una procedura ben precisa e dopo un’analisi preventiva del terreno, per capire se sia adatto a ricevere questo fertilizzante».
Diversa la visione dell’associazione Casolaviva, che si è fatta portavoce dei timori degli abitanti. «A richiesta dei residenti, il sindaco ha riferito che non sono stati chiesti esami chimici né campionamenti sul posto delle sostanze sversate. Il sindaco ha evidenziato che Arpa ha fornito sì le analisi chimiche, ma quelle effettuate dalla stessa cartiera prima dello sversamento, dunque senza certezza di cosa effettivamente - ed in quale concentrazione - è stato sparso», affermano i componenti di Casolaviva. E i malori? «La vicesindaco ha consigliato pubblicamente ai cittadini che fossero stati male durante questa operazione di chiamare il 118 o recarsi al pronto soccorso, perché solo così il Comune avrebbe potuto attivarsi. È stato riferito che anche la forestale è stata più volte interpellata dal sindaco ma non ha trovato nulla da eccepire al riguardo».
Gli abitanti sono poi timorosi di una replica l’anno prossimo, quando per la legge ad ottobre sarà possibile usare nuovamente la cellulosa. «Mi hanno chiesto azioni preventive, vorrebbero un impegno perché ci siano analisi su questi fanghi per approfondire gli eventuali rischi – dice Bedeschi –. Ci attiveremo con Arpae e con l’azienda. Però voglio sottolineare come dopo i giorni di fastidio si sia tornati alla normalità. Voglio dire: possiamo fare controlli sulla sicurezza, ma non so se possiamo bloccare preventivamente queste attività», chiarisce il primo cittadino. Su questo punto c'è amarezza da Casolaviva: «Nonostante i malori e l’aria irrespirabile per giorni, è tutto in regola sulla carta, ma niente campionamenti, dunque non si saprà mai cosa e in quale concentrazione è stato sversato a distanze, in taluni casi, anche ravvicinate dalle case».
Fra gli altri argomenti, anche quello della sicurezza. I residenti hanno chiesto l'installazione di impianti di sorveglianza, e ora non è escluso neppure l’autofinanziamento. «Il sindaco ha comunicato che non ci sono soldi per le telecamere per contrastare i furti, e il comandante ha raccomandato di segnalare eventuali mezzi sospetti. I cittadini presenti hanno richiesto di conoscere i costi del sistema di sorveglianza per autotassarsi, eventualmente, al fine di vederlo installato», spiegano sempre da Casolaviva. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un tema molto sentito è quello degli odori percepiti alla fine del mese scorso, provocati dallo spandimento di fanghi a base di cellulosa, scarti di lavorazione della cartiera Sicem Saga di Ciano, usati per rafforzare il terreno. Alcune persone hanno avuto malori in quel periodo. Ora l’odore è sparito, ma le preoccupazioni rimangono.
«Ho parlato delle relazioni sullo spandimento liquami che abbiamo ricevuto e approfondiremo le richieste ricevute», spiega Bedeschi. «Va detto che, secondo l’Arpae e la guardia forestale, è tutto a posto; le varie analisi precedenti non hanno fatto venir fuori problemi, la documentazione della Sicem Saga è a posto. Questo scarto di cartiera si può usare seguendo una procedura ben precisa e dopo un’analisi preventiva del terreno, per capire se sia adatto a ricevere questo fertilizzante».
Diversa la visione dell’associazione Casolaviva, che si è fatta portavoce dei timori degli abitanti. «A richiesta dei residenti, il sindaco ha riferito che non sono stati chiesti esami chimici né campionamenti sul posto delle sostanze sversate. Il sindaco ha evidenziato che Arpa ha fornito sì le analisi chimiche, ma quelle effettuate dalla stessa cartiera prima dello sversamento, dunque senza certezza di cosa effettivamente - ed in quale concentrazione - è stato sparso», affermano i componenti di Casolaviva. E i malori? «La vicesindaco ha consigliato pubblicamente ai cittadini che fossero stati male durante questa operazione di chiamare il 118 o recarsi al pronto soccorso, perché solo così il Comune avrebbe potuto attivarsi. È stato riferito che anche la forestale è stata più volte interpellata dal sindaco ma non ha trovato nulla da eccepire al riguardo».
Gli abitanti sono poi timorosi di una replica l’anno prossimo, quando per la legge ad ottobre sarà possibile usare nuovamente la cellulosa. «Mi hanno chiesto azioni preventive, vorrebbero un impegno perché ci siano analisi su questi fanghi per approfondire gli eventuali rischi – dice Bedeschi –. Ci attiveremo con Arpae e con l’azienda. Però voglio sottolineare come dopo i giorni di fastidio si sia tornati alla normalità. Voglio dire: possiamo fare controlli sulla sicurezza, ma non so se possiamo bloccare preventivamente queste attività», chiarisce il primo cittadino. Su questo punto c'è amarezza da Casolaviva: «Nonostante i malori e l’aria irrespirabile per giorni, è tutto in regola sulla carta, ma niente campionamenti, dunque non si saprà mai cosa e in quale concentrazione è stato sversato a distanze, in taluni casi, anche ravvicinate dalle case».
Fra gli altri argomenti, anche quello della sicurezza. I residenti hanno chiesto l'installazione di impianti di sorveglianza, e ora non è escluso neppure l’autofinanziamento. «Il sindaco ha comunicato che non ci sono soldi per le telecamere per contrastare i furti, e il comandante ha raccomandato di segnalare eventuali mezzi sospetti. I cittadini presenti hanno richiesto di conoscere i costi del sistema di sorveglianza per autotassarsi, eventualmente, al fine di vederlo installato», spiegano sempre da Casolaviva. (adr.ar.)
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