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Reggio Emilia, una biciclettata per dire «stop al cemento»

Reggio Emilia, una biciclettata per dire «stop al cemento»

Tanti cittadini guidati dal Laboratorio Arsave chiedono di fermare i cantieri di Ospizio e via Luxemburg

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REGGIO EMILIA. Una biciclettata per attraversare la città, toccando alcuni luoghi simbolo dell’iniziativa intrapresa da tanti cittadini, promossa dal Laboratorio Arsave, «per fermare l’opera di deturpazione in corso a Reggio Emilia». Alla manifestazione di ieri mattina hanno preso parte esponenti di comitati e associazioni che si occupano di ambientalismo, urbanistica e diritto alla città e tante persone desiderose di manifestare la loro contrarietà a quanto sta accadendo al territorio reggiano, sia urbano sia rurale.

Dopo la partenza dalla Gabella di Santa Croce, il corteo di cicliste e ciclisti di tutte le età ha attraversato vie e piazze del centro e, dopo alcune soste per condividere con la cittadinanza le ragioni dell’iniziativa, è approdato nel parchetto Telesio, nei pressi del cantiere di via Luxemburg, definito un «luogo di resistenza contro la cementificazione delle grandi catene commerciali sostenute dall’amministrazione locale».

Nelle soste in piazza Prampolini e in piazza Fontanesi, attraverso un coinvolgente flash mob che invitava i presenti a scegliere tra le due opzioni “più alberi” o “nuovi supermercati”, si è posto l’accento sui problemi di una città «che continua a consumare suolo e a cementificare zone verdi, a subire livelli di inquinamento atmosferico che minacciano seriamente la nostra salute e modelli di mobilità sempre meno sostenibili, a vedersi negare progressivamente qualsiasi spazio di democrazia e partecipazione».

Nel corso dell’assemblea finale in via Luxemburg i partecipanti si sono connessi idealmente con gli altri cantieri potenziali o già avviati che incombono sulla città, primo fra tutti quello che prevede la costruzione di un altro megastore Conad a Ospizio. «Si è dovuto purtroppo constatare – spiegano gli organizzatori – che il management di Conad, mentre dà il via nei propri negozi alla raccolta fondi per potenziare la Pediatria del Santa Maria Nuova, persiste nella sua inquinante opera di cementificazione ed eliminazione dei polmoni verdi in città, togliendo ossigeno prezioso a quei bambini che sostiene di voler aiutare. Prima ancora dell’arrivo delle ruspe nel cuneo verde di via Luxemburg, nell’agosto del 2015, l’edificazione della nuova e inutile struttura commerciale di Ospizio era stata preannunciata dall’abbattimento di cento alberi del bosco spontaneo dell’ex Casa di Riposo, segnale inquietante di quello che la nostra amministrazione ha previsto in quell’area».

Dall’assemblea sono emerse alcune richieste e proposte, che saranno tradotte in una piattaforma popolare da presentare al Comune, chiedendo la convocazione di un consiglio comunale aperto alla città dove poter discutere i punti presentati e deliberare su di essi. Le proposte riguarderanno in particolare la “riduzione del danno” in via Luxemburg, impedendo la costruzione del complesso residenziale e degli uffici e la limitazione massima dell’area adibita a parcheggio scambiatore, e il veto preventivo su qualsiasi progetto di costruzione di un nuovo megastore Conad a Ospizio.


 

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