Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia, stemmi e divise per il corpo di difesa della Caramella Buona

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, stemmi e divise per il corpo di difesa della Caramella Buona

I volontari collaborano con la onlus di Mirabile da un anno. Il segretario regionale: «Siamo dei semplici osservatori»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il convegno di sabato organizzato dalla Rete di comitati ha posto a una platea di oltre duecento persone una grande questione: quale sicurezza a Reggio Emilia? E se i relatori della serata hanno provato a rispondere, descrivendo un quadro decisamente negativo e tutt’altro che rassicurante, c’è però una seconda domanda che molti dei presenti si sono posti: chi sono queste persone dallo sguardo serio che, con stemmi e divise, presidiano la sala?

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16141507:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/11/19/news/all-hotel-astoria-rinasce-una-destra-in-incognito-1.16141507]]

Nessuno inizialmente sembrava essere stato informato della loro presenza tanto che lo stesso organizzatore dell’evento, il portavoce della Rete Corrado Grasselli, ha ammesso: «In realtà me lo sono chiesto anche io, mi hanno detto che sono stati chiamati da Mirabile. Chiedete a lui quando arriva».

In effetti la presenza dei volontari all’hotel Astoria è stata discreta ma evidente. Prima dell’evento due uomini si sono piazzati all’ingresso esterno e altri due sulla porta che conduce alla sala. A convegno in corso, invece, il corpo di difesa ha formato un semicerchio attorno alla platea, osservando in silenzio.

E in effetti è questo che fa, secondo gli stessi dirigenti, il Corpo volontario di difesa territoriale (Cvdt): guardare e controllare. «Siamo degli osservatori – ci racconta al telefono da Carpi Stefano Varroni, istruttore e segretario regionale del gruppo – rifiuto categoricamente le definizioni di guardie del corpo o servizio di sicurezza». Ma che ci facevano, allora, a un convegno con un politico, il presidente di un’associazione contro la pedofilia, una criminologa e dei comitati civici?

«Da circa un anno – prosegue Varroni – abbiamo firmato un protocollo di intesa con la Caramella Buona Onlus. E a livello personale posso dire che conosco e stimo Roberto Mirabile da oltre dieci anni. Per lui, ad esempio, abbiamo già fatto presenza quando a Reggio Emilia è stato presentato il libro della criminologa Bruzzone».

A essere onesti, però, il primo nome che viene in mente guardandoli è quello delle guardie padane. Definizione che viene categoricamente rinnegata dal segretario: «Noi siamo il Corpo volontario difesa del territorio e basta. Non vogliamo essere accostati a nessun’altra formazione o gruppo. Siamo ancora allo stato embrionale, siamo nati a fine 2015 per volontà del tenente Salvatore Stefio».

L’uomo che fu fatto prigioniero assieme a Fabrizio Quattrocchi in Iraq, riuscendo però a salvarsi, e che in un’intervista al Giornale proprio di inizio 2015 dichiarava: «Sogno una nazione forte e libera, soprattutto da quelle lobby sovrannazionali che ci hanno tolto la sovranità». Un’organizzazione di volontari giovane, ma già ben strutturata.

«Siamo totalmente autofinanziati – prosegue Varroni – e siamo apolitici e aconfessionali. Dopo tre mesi di osservazione ogni volontario si compra la propria divisa che indossiamo, con tanto di stemma, per essere riconoscibili alle forze dell’ordine e a eventuali malintenzionati. Ma non interveniamo mai, non siamo sicurezza privata, al massimo segnaliamo alle forze di polizia se notiamo qualcosa di sospetto». Il gruppo Emiliano è formato da una ventina di persone ma «al prossimo tesseramento contiamo di avere più volontari».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google