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Addio a don Pasquino sacerdote del dialogo e della cura dei deboli

di Miriam Figliuolo
Addio a don Pasquino sacerdote del dialogo e della cura dei deboli

Tanti ricordi ieri in una chiesa gremita di preti e parrocchiani Il Comune dona il loculo vicino alla tomba della madre

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BAGNOLO IN PIANO. Ieri è stato il giorno della preghiera e del ricordo, a più riprese commovente e colmo di riconoscenza, nei confronti di don Pasquino Fontanili, per 35 anni parroco di Bagnolo. Il funerale, che si è svolto alle 15 presieduto dal vescovo di Crema, Daniele Giannotti, ha visto la chiesa del paese gremita di persone, parrocchiani ma non solo. Tantissimi i sacerdoti, molti sull’altare per concelebrare, ma tanti altri seduti nelle prime file davanti al feretro, i compagni di seminario di don Pasquino. E poi le autorità locali, con il sindaco Paola Casali in prima fila.

Tanti i ricordi che sono emersi dalle parole dei concelebranti e dei presenti alla cerimonia funebre. Don Pasquino ha lasciato in tutti i suoi parrocchiani un ricordo indelebile di estrema mitezza e disponibilità. La sua dolcezza è il ricordo principale soprattutto di quelli che lo hanno conosciuto da bambini, nelle ore di frequentazione della chiesa durante il catechismo e nelle attività dell’oratorio. Tra gli altri don Lorenzo Zamboni ha ricordato il ruolo di guida spirituale che ebbe per la sua famiglia: sposò infatti i suoi genitori e fui lui a battezzarlo.

Il Comune ha messo a disposizione un loculo proprio di fronte alla tomba della madre del sacerdote, nel cimitero locale. Facendo leva su un articolo del regolamento comunale che prevede la concessione gratuita di un loculo per le persone che si sono distinte nella comunità, il sindaco Caselli, ha potuto procedere alla donazione per la tumulazione di don Pasquino.

«Era un suo desiderio, più volte espresso, di riposare vicino alla tomba della madre – ricorda il primo cittadino – e abbiamo voluto così esaudirlo».

Di don Pasquino il sindaco Casali ha ricordato il costante impegno per la casa per anziani, la Casa Insieme, da lui stesso fondata in la collaborazione con il Comune. «Una collaborazione nata ai tempi del sindaco Ligabue e che è continuata negli anni successivi, cambiati i sindaci e i parroci, fino ai giorni nostri nei quali ancora è una viva realtà. Non solo per quanto riguarda la cura degli anziani, ma anche per quello che attiene i bambini. Nel 1993 a Bagnolo, attivo don Pasquino, fu firmata la prima convenzione tra Comune e Fism e il sistema integrato pubblico-privato nelle scuole è qualcosa su cui l’amministrazione locale ancora crede molto». Alla Casa Insieme di via Fratelli Cervi, prima del rito religioso, era stata allestita la camera ardente e qui don Pasquino ieri mattina ha ricevuto anche la visita del vescovo Massimo Camisasca.

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