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Artemia se n’è andata a 103 anni

Dalla mamma aveva imparato l’arte di “segnare” le distorsioni 

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SAN POLO. Si è spenta la nonnina ultracentenaria di San Polo. Artemia Rossi, vedova Cavandoli, era nata il 17 gennaio 1914. È morta il 17 novembre alle 17.30 a casa, assistita dai suoi cari. Artemia Rossi viveva da sola al piano terra della sua casa in via Crocetta a San Polo, dove al primo piano abita la figlia Carla Cavandoli. Figlia di contadini, Artemia era nata in località Vetto di Grassano e aveva sempre lavorato nei campi, anche dopo il matrimonio con Oreste Cavandoli, morto nel 1999. Una vita intera dedicata al lavoro e alla famiglia, una di quelle famiglie numerose di un tempo, dove il pasto principale era il minestrone per tutti con la pasta sfoglia fatta in casa e come secondo le uova fritte. Sorretta da una grande fede, nonna Artemia non perdeva mai la messa domenicale e non abbandonava mai il suo rosario, perché recitare le preghiere le dava serenità.

Dalla mamma aveva avuto il lascito di “segnare” le storte e in tanti si recavano da lei per ottenere sollievo dal dolore delle distorsioni. E lei, soprattuto, pregava per i suoi cari e per le persone che le chiedevano aiuto. Tre anni fa, per i suoi cento anni, tutti i suoi parenti l’avevano festeggiata con tanti regali e una grande torta che lei aveva gradito molto. Anche la sindaca Mirca Carletti aveva partecipato alla sua festa di compleanno. Oltre alla figlia Carla, Artemia lascia tre nipoti e quattro pronipoti. Il funerale si è svolto ieri nella chiesa di Barcaccia. Al termine, la salma è stata tumulata nel cimitero di Rossena, nella cappella della famiglia Cavandoli. (d.s.)



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