Scandiano, la rocca ritrova i giardini e ora si guarda al futuro
Taglio del nastro per il restauro dello spazio verde della corte nuova Si discute della proprietà dello storico edificio, ora in concessione al Comune
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SCANDIANO . Un impegno per “restituire” la rocca dei Boiardo al Comune di Scandiano. Lo ha garantito sabato mattina Sabina Magrini, direttrice del segretariato regionale del ministero dei beni culturali, durante l’inaugurazione dei rinnovati giardini della corte nuova del complesso scandianese.
La Magrini, dopo aver portato i saluti del ministro Franceschini, ha parlato del futuro della roccca. Da un lato si pensa ad inserire Scandiano nel progetto ministeriale “Ducato estense”, incentrato su Ferrara, Modena e Reggio. Dall’altro si ragiona sulla proprietà della rocca, oggi affidata in concessione al Comune dal demanio. Il ministero sta lavorando a un “federalismo demaniale” che in questo caso permetterebbe all’ente locale di avere piena potestà sul simbolo cittadino. Davanti a centinaia di persone, la direttrice regionale ha tagliato il nastro dei rinnovati giardini assieme al sindaco Alessio Mammi e all’assessore alle opere Marco Ferri, e nel suo intervento ha parlato di questi obiettivi in un’ottica di rete e di «un turismo lento e responsabile, non mordi e fuggi, con la rocca come fulcro di un sistema».
Dopo i discorsi, aperti e chiusi da brani per archi eseguiti dagli studenti dell’istituto musicale Peri-Merulo, è stato possibile visitare l’area verde e l’interno della Rocca.
L’intervento, da centinaia di migliaia di euro coperti dal Comune e dal ministero, riguarda i giardini e l’intera l'ala Est della rocca detta “corte nuova”, per secoli abbandonata a sé stessa. Prima della sistemazione si trattava praticamente di un rudere, con i livelli più bassi colmi di detriti e di terreno usati per colmare le differenze di quota. Prima di tutto la zona è stata ripulita dal verde infestante e poi si è proseguito con il restauro delle murature antiche e l’individuazione e il recupero dell'ingresso ai seminterrati.
L'intervento ha interessato un'area di circa 1.600 metri quadri, su due livelli: quello più alto, chiamato “della corte” (al piano del cortile), e quello inferiore degli “interrati”. In questo modo si è giunti al recupero del portico con sette arcate, che nei primi anni del '900 il Genio militare aveva trasformato in docce e gabinetti per i soldati, e delle aree del piano interrato, rimettendo in luce le strutture seicentesche, restaurandone le murature, fra cui quelle del bastione superiore (il rudere della torre d'angolo). Sono stati ricavati camminamenti di collegamenti fra piani e stanze, le superfici all’aperto sono state trasformate in pratini ed è stata ripristinato il raccordo tra portico e bastione, con una passerella aerea rivestita in acciaio e una scala per scendere al piano interrato. I giardini ora potranno ospitare iniziative culturali, enogastronomiche, spettacoli e concerti, e saranno a disposizione per celebrare matrimoni. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Magrini, dopo aver portato i saluti del ministro Franceschini, ha parlato del futuro della roccca. Da un lato si pensa ad inserire Scandiano nel progetto ministeriale “Ducato estense”, incentrato su Ferrara, Modena e Reggio. Dall’altro si ragiona sulla proprietà della rocca, oggi affidata in concessione al Comune dal demanio. Il ministero sta lavorando a un “federalismo demaniale” che in questo caso permetterebbe all’ente locale di avere piena potestà sul simbolo cittadino. Davanti a centinaia di persone, la direttrice regionale ha tagliato il nastro dei rinnovati giardini assieme al sindaco Alessio Mammi e all’assessore alle opere Marco Ferri, e nel suo intervento ha parlato di questi obiettivi in un’ottica di rete e di «un turismo lento e responsabile, non mordi e fuggi, con la rocca come fulcro di un sistema».
Dopo i discorsi, aperti e chiusi da brani per archi eseguiti dagli studenti dell’istituto musicale Peri-Merulo, è stato possibile visitare l’area verde e l’interno della Rocca.
L’intervento, da centinaia di migliaia di euro coperti dal Comune e dal ministero, riguarda i giardini e l’intera l'ala Est della rocca detta “corte nuova”, per secoli abbandonata a sé stessa. Prima della sistemazione si trattava praticamente di un rudere, con i livelli più bassi colmi di detriti e di terreno usati per colmare le differenze di quota. Prima di tutto la zona è stata ripulita dal verde infestante e poi si è proseguito con il restauro delle murature antiche e l’individuazione e il recupero dell'ingresso ai seminterrati.
L'intervento ha interessato un'area di circa 1.600 metri quadri, su due livelli: quello più alto, chiamato “della corte” (al piano del cortile), e quello inferiore degli “interrati”. In questo modo si è giunti al recupero del portico con sette arcate, che nei primi anni del '900 il Genio militare aveva trasformato in docce e gabinetti per i soldati, e delle aree del piano interrato, rimettendo in luce le strutture seicentesche, restaurandone le murature, fra cui quelle del bastione superiore (il rudere della torre d'angolo). Sono stati ricavati camminamenti di collegamenti fra piani e stanze, le superfici all’aperto sono state trasformate in pratini ed è stata ripristinato il raccordo tra portico e bastione, con una passerella aerea rivestita in acciaio e una scala per scendere al piano interrato. I giardini ora potranno ospitare iniziative culturali, enogastronomiche, spettacoli e concerti, e saranno a disposizione per celebrare matrimoni. (adr.ar.)
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