IL PATRIMONIO
Manufatti dalle Missioni e capolavori di Fra’ Stefano
REGGIO EMILIA. Il museo dei Cappuccini era aperto alla domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, al sabato e nei prefestivi dalle 16 alle 19. Occupava tre ampie sale nell’ala...
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REGGIO EMILIA. Il museo dei Cappuccini era aperto alla domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, al sabato e nei prefestivi dalle 16 alle 19. Occupava tre ampie sale nell’ala nuova del convento, situata in via Ferrari Bonini a fianco del cinema Cristallo, che la separa dalla chiesa. Vi erano comprese opere create fra il XVI e il XVIII secolo, oltre alla collezione Del Rio, composta da pitture e sculture di artisti reggiani dell’Ottocento, a monete antiche, arredi sacri e manufatti provenienti dalle missioni.
I pezzi forti erano dieci quadri di fra’ Stefano da Carpi, nato nel 1710 e vissuto nel convento di Reggio, dove morì nel 1796. Sono opere che risentono dei modelli di Caravaggio e Tiepolo, molto apprezzate dalla critica per la capacità inventiva, l’accuratezza del disegno, la luce e i vividi colori. Il capolavoro è considerato la pala dedicata a San Serafino da Montegranaro. Vi erano poi raffigurazioni della Madonna col Bambino e San Francesco, di San Lorenzo da Brindisi, della Deposizione e della visita di Maria a Elisabetta.
Nel 2005 era stata accolta nel museo una statua lignea della Madonna con il Bambino del XVI-XVII secolo, alta 115 centimetri, collocata originariamente su un altare. L’aveva ritrovata, molto danneggiata dai tarli e dal trascorrere del tempo, il padre Aurelio Rossi, il quale, apprezzatane l’ottima fattura, ne aveva curato il restauro secondo i suggerimenti di Elisabetta Ghirardini. Nel 2007, in occasione della riapertura del museo dopo un prolungato restauro, vi fu allestita una mostra di grande valore, composta da quaranta volumi scritti dai dotti Cappuccini e risalenti ai secoli XVII e XVIII, che abbracciano i principali rami del sapere di quelle epoche, filosofia, teologia, retorica, architettura e geografia. (l.s.)
I pezzi forti erano dieci quadri di fra’ Stefano da Carpi, nato nel 1710 e vissuto nel convento di Reggio, dove morì nel 1796. Sono opere che risentono dei modelli di Caravaggio e Tiepolo, molto apprezzate dalla critica per la capacità inventiva, l’accuratezza del disegno, la luce e i vividi colori. Il capolavoro è considerato la pala dedicata a San Serafino da Montegranaro. Vi erano poi raffigurazioni della Madonna col Bambino e San Francesco, di San Lorenzo da Brindisi, della Deposizione e della visita di Maria a Elisabetta.
Nel 2005 era stata accolta nel museo una statua lignea della Madonna con il Bambino del XVI-XVII secolo, alta 115 centimetri, collocata originariamente su un altare. L’aveva ritrovata, molto danneggiata dai tarli e dal trascorrere del tempo, il padre Aurelio Rossi, il quale, apprezzatane l’ottima fattura, ne aveva curato il restauro secondo i suggerimenti di Elisabetta Ghirardini. Nel 2007, in occasione della riapertura del museo dopo un prolungato restauro, vi fu allestita una mostra di grande valore, composta da quaranta volumi scritti dai dotti Cappuccini e risalenti ai secoli XVII e XVIII, che abbracciano i principali rami del sapere di quelle epoche, filosofia, teologia, retorica, architettura e geografia. (l.s.)
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