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Sbordone: «Via i delinquenti dal quartiere della stazione»

di Leonardo Grilli
 Sbordone: «Via i delinquenti dal quartiere della stazione»

Ha guidato per due anni la polizia ferrarese: «Al servizio della comunità»

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REGGIO EMILIA. Frasi nette e pragmatiche, idee chiare e determinazione nel realizzarle. È in sintesi il tono del discorso di presentazione alla città di Antonio Sbordone, il nuovo questore di Reggio Emilia che ieri mattina ha preso ufficialmente il posto di Isabella Fusiello, trasferita alla guida della polizia triestina. Quando incontra la stampa Sbordone è arrivato a Reggio da appena due ore ma, nei giorni precedenti, si è informato a lungo sulle criticità e sui problemi di sicurezza del territorio. E dal quadro generale che si è fatto ha già in mente i punti sui quali dovrà insistere durante il suo mandato: criminalità nella zona stazione, contrasto allo spaccio, certezza della pena e punizioni severe per chi delinque, a prescindere dal colore della pelle.

La carriera. Per Sbordone si tratta del secondo incarico come questore, dopo la promozione ricevuta a gennaio 2015 alla guida della polizia di Ferrara. Il nuovo dirigente, 54 anni e laureato in giurisprudenza, inizia la sua carriera come poliziotto nel 1987 nel VI reparto mobile di Genova. Tre anni dopo però, nel 1990, torna a Napoli, sua città natale, dove trascorre circa 20 anni alla Digos, l’ufficio di polizia che gestisce indagini anche in relazione asl terrorismo.

Sbordone si distingue a tal punto come una delle più apprezzate intelligenze investigative che dal 2005 al 2010 dirige in prima persona la Digos partenopea stessa, fino a quando non riceve la promozione a questore vicario di Pesaro per poi passare a questore vicario di Salerno, incarico che ha ricoperto fino all’estate 2014.

I principali risultati. Alla guida della Digos, Sbordone ha raggiunto diversi risultati fra i più importanti della sua carriera, guidando numerose operazioni dai reati contro la pubblica amministrazione all’antiterrorismo interno e internazionale.

Un impegno, quello contro la criminalità organizzata, che si è fatto sentire anche quando ha ricoperto il ruolo di membro della commissione straordinaria per la gestione del Comune di Torre Annunziata, sciolto per infiltrazioni camorristiche, e come componente della commissione di accesso per il Comune di Volla, entrambi nella provincia partenopea.

Non c’è solo mafia nella carriera del nuovo questore reggiano.

Fra le sue inchieste più importanti, infatti, vanno menzionate anche diverse operazioni legate alla repressione del tifo violento e all’emergenza rifiuti a Napoli, soprattutto nei giorni dei disordini nel quartiere di Pianura per l’ipotesi di riaprire la discarica.

Spaccio e zona stazione. E ora, pensando al nuovo incarico reggiano, Sbordone ha già le idee chiare. «So che – esordisce il questore – analogamente a Ferrara, anche a Reggio c’è un problema in stazione». Un problema la cui soluzione, secondo il questore, è quella della linea dura. «Dobbiamo martellare quel quartiere con l’obiettivo di rendere insicura la zona per criminali e spacciatori e non per i residenti».

Certezza della pena. Un compito non facile visti i tagli all’organico anche in polizia: «È una fatica di Sisifo, ci vorrebbe la possibilità di colpire severamente con arresti chi si comporta male e premiare chi si comporta bene. Se non siamo in grado di colpire chi si comporta male, infatti, rischiamo davvero degenerazione morale e intolleranza»

Razzismo e stranieri. Insomma, nessuna differenza fra etnie. «Sono stufo di discorsi sul colore della pelle e sul razzismo – prosegue il questore – non me ne frega nulla l’unica differenza che conta per me è quella fra chi si comporta bene e chi male. E punendo i secondi sono convinto che si favorirà anche l’integrazione».

Rapporto con i comitati. Una delle operazioni iniziate dalla Fusiello era la stretta collaborazione con i comitati civici. Intesa che anche Sbordone intende proseguire: «Collaborerò con tutti e garantisco la massima disponibilità ai comitati giorno e notte, purché collaborino con noi. Non voglio persone che si lamentano e basta».

Sport e Reggiana. Infine, un accenno anche al calcio, questione travagliata a Reggio Emilia: «A Ferrara ho effettivamente cominciato a tifare Spal e credo che finirò per affezionarmi anche alla Reggiana».

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