Striscione di CasaPound sul punto nascite
Castelnovo, presa di distanza dei partiti locali e del sindaco: «Speculazione politica di bassa lega»
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CASTELNOVO MONTI. Uno striscione contro la chiusura del punto nascite del Sant’Anna è comparso ieri mattina all’ingresso di Castelnovo, alla rotatoria dell’Albiaccio, lungo il tratto urbano della statale 63. Ad esporlo, con ogni probabilità nel corso della notte, alcuni militanti di CasaPound, il partito della destra radicale.
«Una speculazione politica di bassa lega», la definisce il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini. «Certe strumentalizzazioni politiche fanno solo male e non hanno alcuna utilità. CasaPound si aggancia a una battaglia politica che amministratori del territorio, forze sociali e politiche, i comitati, hanno portato avanti da oltre due anni per cercare di mantenere il Punto nascite, solo per inseguire qualche consenso popolare ora che è stata presa una decisione che ha ovviamente suscitato reazioni critiche da parte della maggior parte dei residenti in montagna. Una strumentalizzazione davvero di bassa lega, portata avanti da chi si dichiara senza remore neofascista. Lo striscione è stato immediatamente rimosso, ed è stata inoltrata subito segnalazione ai carabinieri di Castelnovo. Oltre all'amministrazione comunale, hanno preso le distanze da questa azione anche tanti cittadini, i gruppi di minoranza, i sindacati e le forze politiche del territorio». Il Partito democratico dell’Appennino ha espresso la presa di distanza in una nota: «Non è certo un mistero a cosa si ispiri CasaPound e con quali mezzi porti avanti i suoi programmi. Lo diciamo chiaramente: non ci volteremo dall’altra parte. Questo è un periodo buio in cui in pochi giorni abbiamo visto gli attacchi ai giornalisti ad Ostia, gli insulti alla memoria di Anna Frank da parte dei tifosi della Lazio, la manifestazione in Polonia delle destre xenofobe. Non consentiremo a CasaPound di strumentalizzare l’ansia e le preoccupazioni della montagna provando ad inserirsi in un tessuto sociale sano. Continueremo una azione di discussione e confronto sui temi dalla sanità, e manifestiamo la solidarietà per i singoli, i gruppi e le associazioni che in questi anni si sono impegnati a difesa dell’ospedale della nostra montagna, soggetti che certamente non vogliono vedersi accostare ad un movimento discutibile come CasaPound».
«Una speculazione politica di bassa lega», la definisce il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini. «Certe strumentalizzazioni politiche fanno solo male e non hanno alcuna utilità. CasaPound si aggancia a una battaglia politica che amministratori del territorio, forze sociali e politiche, i comitati, hanno portato avanti da oltre due anni per cercare di mantenere il Punto nascite, solo per inseguire qualche consenso popolare ora che è stata presa una decisione che ha ovviamente suscitato reazioni critiche da parte della maggior parte dei residenti in montagna. Una strumentalizzazione davvero di bassa lega, portata avanti da chi si dichiara senza remore neofascista. Lo striscione è stato immediatamente rimosso, ed è stata inoltrata subito segnalazione ai carabinieri di Castelnovo. Oltre all'amministrazione comunale, hanno preso le distanze da questa azione anche tanti cittadini, i gruppi di minoranza, i sindacati e le forze politiche del territorio». Il Partito democratico dell’Appennino ha espresso la presa di distanza in una nota: «Non è certo un mistero a cosa si ispiri CasaPound e con quali mezzi porti avanti i suoi programmi. Lo diciamo chiaramente: non ci volteremo dall’altra parte. Questo è un periodo buio in cui in pochi giorni abbiamo visto gli attacchi ai giornalisti ad Ostia, gli insulti alla memoria di Anna Frank da parte dei tifosi della Lazio, la manifestazione in Polonia delle destre xenofobe. Non consentiremo a CasaPound di strumentalizzare l’ansia e le preoccupazioni della montagna provando ad inserirsi in un tessuto sociale sano. Continueremo una azione di discussione e confronto sui temi dalla sanità, e manifestiamo la solidarietà per i singoli, i gruppi e le associazioni che in questi anni si sono impegnati a difesa dell’ospedale della nostra montagna, soggetti che certamente non vogliono vedersi accostare ad un movimento discutibile come CasaPound».
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