«Via Emilia San Pietro diventerà più sicura»
di Ambra Prati
Il commerciante Luca Bigliardi ripercorre il lungo iter che porterà 34 nuove telecamere in zona
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REGGIO EMILIA. «Ci sono voluti quattro anni, ma ora sono in arrivo 34 telecamere che copriranno l’intera lunghezza di via Emilia San Pietro. Ne usufruiranno non solo i commercianti ma anche i residenti: lo scopo è di riportare la gente in centro e la sicurezza è il primo passo. I reggiani devono riabituarsi a frequentare non solo piazza Del Monte ma anche i portici».
Luca Bigliardi, 56 anni, titolare della Bigliardi Snc – lo storico negozio di macchine da cucire e merceria situato l’angolo di San Pietro, a fianco della chiesa omonima, che si tramanda di generazione in generazione dagli anni ’50 – rivendica la paternità del progetto che allargherà la copertura della videosorveglianza comunale, aggiungendo 53 nuovi occhi elettronici e portando la dotazione complessiva a 300 telecamere. Il progetto, finanziato in gran parte dalla Regione e reso noto ieri dalla Gazzetta di Reggio, per quanto riguarda via Emilia San Pietro è farina del sacco di Bigliardi («non voglio fare il primo della classe, però non è attribuibile ad una associazione», dice): 34 telecamere che sorveglieranno da porta San Pietro fino all’ex tribunale. L’idea – spiega Bigliardi, noto come “il sindaco di San Pietro” e tra i promotori dei Mercoledì Rosa – è nata nel 2004, quando l’esercente si è preso la briga di eseguire in proprio «un’indagine sugli episodi di microcrominalità nella zona, interpellando commercianti e residenti. Il risultato è stato un elenco di fatti (tutti provati da regolare denuncia) con nomi, cognomi e mappatura: in ogni angolo risultavano bici rubate, vetrine spaccate, furti, rapine, lucchetti con la colla, risse soprattutto davanti ai bar verso il grattacielo. Un continuo di danni che, andando indietro all’ultimo decennio, documentava l’impennata di insicurezza, non rapida ma costante nel tempo».
Portare in porto il progetto non è stato facile.
«Tribolamenti, richieste, diversi progetti fatti, consultazioni con le forze dell’ordine, incontri con i tecnici comunali, colloqui iniziati con il precedente comandante di polizia municipale Antonio Russo, l’assessore Natalia Maramotti, diversi preventivi – racconta Bigliardi – L’amministrazione comunale, pur constatando la validità del progetto, rispondeva sempre che mancavano i fondi».
Fino allo stanziamento regionale e al via libera. «Ringrazio in particolare il comandante della Municipale, Stefano Poma, che ha capito il problema e supportato il piano. Il progetto è stato accettato perché è funzionale».
Bigliardi ci tiene a precisare che «Qui non è il Bronx. Ma mancava un sistema di videosorveglianza, perché finora si è data la priorità ad altre aeree più a rischio. Ora finalmente è stata riconosciuta l’importanza di questa porzione del centro storico, che merita di essere vivibile, attraente e a misura d’uomo».
Luca Bigliardi, 56 anni, titolare della Bigliardi Snc – lo storico negozio di macchine da cucire e merceria situato l’angolo di San Pietro, a fianco della chiesa omonima, che si tramanda di generazione in generazione dagli anni ’50 – rivendica la paternità del progetto che allargherà la copertura della videosorveglianza comunale, aggiungendo 53 nuovi occhi elettronici e portando la dotazione complessiva a 300 telecamere. Il progetto, finanziato in gran parte dalla Regione e reso noto ieri dalla Gazzetta di Reggio, per quanto riguarda via Emilia San Pietro è farina del sacco di Bigliardi («non voglio fare il primo della classe, però non è attribuibile ad una associazione», dice): 34 telecamere che sorveglieranno da porta San Pietro fino all’ex tribunale. L’idea – spiega Bigliardi, noto come “il sindaco di San Pietro” e tra i promotori dei Mercoledì Rosa – è nata nel 2004, quando l’esercente si è preso la briga di eseguire in proprio «un’indagine sugli episodi di microcrominalità nella zona, interpellando commercianti e residenti. Il risultato è stato un elenco di fatti (tutti provati da regolare denuncia) con nomi, cognomi e mappatura: in ogni angolo risultavano bici rubate, vetrine spaccate, furti, rapine, lucchetti con la colla, risse soprattutto davanti ai bar verso il grattacielo. Un continuo di danni che, andando indietro all’ultimo decennio, documentava l’impennata di insicurezza, non rapida ma costante nel tempo».
Portare in porto il progetto non è stato facile.
«Tribolamenti, richieste, diversi progetti fatti, consultazioni con le forze dell’ordine, incontri con i tecnici comunali, colloqui iniziati con il precedente comandante di polizia municipale Antonio Russo, l’assessore Natalia Maramotti, diversi preventivi – racconta Bigliardi – L’amministrazione comunale, pur constatando la validità del progetto, rispondeva sempre che mancavano i fondi».
Fino allo stanziamento regionale e al via libera. «Ringrazio in particolare il comandante della Municipale, Stefano Poma, che ha capito il problema e supportato il piano. Il progetto è stato accettato perché è funzionale».
Bigliardi ci tiene a precisare che «Qui non è il Bronx. Ma mancava un sistema di videosorveglianza, perché finora si è data la priorità ad altre aeree più a rischio. Ora finalmente è stata riconosciuta l’importanza di questa porzione del centro storico, che merita di essere vivibile, attraente e a misura d’uomo».
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