Novellara non trova l’accordo con l’Unione
L’istituzione Millefiori funziona ma l’amministrazione non vuole farla entrare per ora nell’Asp
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REGGIO EMILIA. «Novellara è un caso caldissimo». Il nodo più complesso da risolvere quando si parla di strutture per anziani, riguarda il comune della Bassa. Lì l’amministrazione comunale ha scelto una gestione in proprio della casa di riposo e anche di altre strutture attraverso l’istituzione Millefiori. È un soggetto che gestisce l’assistenza anziani ma che finisce a bilancio e questo gli impone i limiti previsti per i dipendenti della pubblica amministrazione. «Raggiunto un certo tetto non è possibile ad esempio sostituire le assenze di personale – spiega Guido Mora, segretario della Cgil di Reggio – Si tratta di vincoli che sono stati accumulati negli anni e non concedono flessibilità. Questo è un problema. Abbiamo proposto a Novellara di entrare nella gestione dell’Asp della Bassa ma questo confronto non ha prodotto alcun risultato finora».
Un’impasse che non trova alcuno sblocco per ora, nonostante il via libera del sindaco di Luzzara Andrea Costa (segretario provinciale del Pd) e del sindaco di Poviglio Giammaria Manghi (presidente della Provincia). «Serve un intervento della politica – dice Mora – Novellara vorrebbe risolvere il problema della flessibilità trasformando la sua realtà in azienda speciale. Secondo noi non è la strada giusta: è meglio entrare nell’Asp formando un hub per i servizi agli anziani. Questo potrebbe diventare ricettacolo poi per altri servizi, come minori e disabili. Serve recuperare flessibilità gestionale ed economie di scala facendo in modo che il soggetto che programma i servizi e distribuisce le risorse abbia anche una capacità di intervento sulla gestione dei servizi stessi. Il distretto socio sanitario che stabilisce quanti posti convenzionati e quanti no, che distribuisce le risorse e via dicendo. Bisogna finirla con i campanilismi, mettersi d’accordo. Sappiamo tutti che Novellara ha costruito un punto di eccellenza in questi anni con la sua realtà di assistenza agli anziani. Ma i vincoli stanno aumentando. Dentro all’Unione della Bassa non riescono invece a trovare la quadra. Abbiamo fatto un incontro l’altro giorno con il comune di Novellara e ci sono delle aperture ma bisogna arrivare in fondo. Noi nella loro istituzione gestiamo i 37 dipendenti diretti, quindi comunali. Però il 30% della forza lavoro è in somministrazione presi delle agenzie». (e.l.t.)
Un’impasse che non trova alcuno sblocco per ora, nonostante il via libera del sindaco di Luzzara Andrea Costa (segretario provinciale del Pd) e del sindaco di Poviglio Giammaria Manghi (presidente della Provincia). «Serve un intervento della politica – dice Mora – Novellara vorrebbe risolvere il problema della flessibilità trasformando la sua realtà in azienda speciale. Secondo noi non è la strada giusta: è meglio entrare nell’Asp formando un hub per i servizi agli anziani. Questo potrebbe diventare ricettacolo poi per altri servizi, come minori e disabili. Serve recuperare flessibilità gestionale ed economie di scala facendo in modo che il soggetto che programma i servizi e distribuisce le risorse abbia anche una capacità di intervento sulla gestione dei servizi stessi. Il distretto socio sanitario che stabilisce quanti posti convenzionati e quanti no, che distribuisce le risorse e via dicendo. Bisogna finirla con i campanilismi, mettersi d’accordo. Sappiamo tutti che Novellara ha costruito un punto di eccellenza in questi anni con la sua realtà di assistenza agli anziani. Ma i vincoli stanno aumentando. Dentro all’Unione della Bassa non riescono invece a trovare la quadra. Abbiamo fatto un incontro l’altro giorno con il comune di Novellara e ci sono delle aperture ma bisogna arrivare in fondo. Noi nella loro istituzione gestiamo i 37 dipendenti diretti, quindi comunali. Però il 30% della forza lavoro è in somministrazione presi delle agenzie». (e.l.t.)
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