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Tra i musei “social” anche quelli reggiani

Tra i musei “social” anche quelli reggiani

La dirigente Cantoni invitata a un forum sulla comunicazione: «Allineati a città come Roma e Milano» 

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REGGIO EMILIA. I Musei civici reggiani, pur non offrendo i sommi capolavori artistici ammirabili altrove, si distinguono per la capacità di attirare un vasto pubblico anche con una miriade di iniziative collaterali, culturali e didattiche pubblicizzate attraverso i mass media e migliaia di contatti on line. È una prerogativa emersa nel corso della tavola rotonda sul tema “Comunicare le reti museali”, che si è tenuta lunedì a Bergamo su iniziativa della Fondazione musei di quella città con la partecipazione di dirigenti delle reti museali della Galleria degli Uffizi, di Brescia, Bologna e Milano e dei nostri Musei civici. «Ho illustrato – riferisce Georgia Cantoni – quanto è stato fatto dai Musei civici reggiani per comunicare una nuova immagine attraverso il sito Internet e i social network, a cui si aggiungerà entro dicembre un'applicazione per gli smartphone. Nell'attivare quasti canali ci siamo allineati alle grandi città, Milano e Roma. Confrontandoci con le altre reti, abbiamo constatato che nessuna di esse offre una gamma così ampia di proposte quali le visite guidate, le conferenze, gli incontri domenicali e serali, le attività ludiche per i ragazzi. Le nostre esperienze sono state considerate con molto interesse». Si può obiettare, come la Gazzetta di Reggio ha documentato, la carenza dell'informazione tradizionale, che emerge dall'assenza di targhette, didascalie e guide cartacee chiaramente leggibili o reperibili. «In realtà – risponde Georgia Cantoni – certi limiti apparenti sono inevitabili. Per le storiche collezioni Spallanzani e Chierici, risalenti al Settecento e all'Ottocento, siamo obbligati a conservare inalterati, insieme alle vetrine, i cartellini originali non sempre comprensibili. Quello di Chierici è l'unico esempio di museo archeologico ottocentesco rimasto intatto in Italia. Nel 2014, con la prima fase della ristrutturazione progettata da Italo Rota, ne abbiamo curato la didascalizzazione on line, a cui si accede attraverso il nostro sito. Ne avevamo stampato anche una ventina di copie da ritirare in consultazione all'ingresso, ma poco per volta sono sparite, perchè i visitatori non le restituivano. In quanto alla guida-catalogo che poteva essere acquistata, l'abbiamo esaurita prima dell'inizio della ristrutturazione. Una nuova edizione aggiornata sarà disponibile quando la risistemazione delle collezioni sarà completata. (l.s.)

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