Troppe evasioni, il 44enne torna in cella
Uscito dal carcere per i maltrattamenti alla madre, ora è stato arrestato per aver violato i domiciliari dopo un tentato furto
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CASTELNOVO MONTI. Ormai è un andirivieni dal carcere per il 44enne che il 15 novembre è entrato in cella per i delicati rapporti con la madre (maltrattamenti, estorsione continuata) e per evasione dagli arresti domiciliari.
Poi ne è uscito dalla Pulce su decisione del gip Angela Baraldi che ha ritenuto più adeguata la misura restrittiva del divieto di avvicinamento al genitore, ma ora il suo “tallone d’Achille” si è rivelato l’evasione dagli arresti domiciliari. Questa misura restrittiva è legata a un tentato furto di cui il 44enne non solo è accusato ma è pure sotto processo davanti al giudice Simone Medioli Devoto. Ed essendo ora la competenza proprio del giudice del dibattimento, a questo magistrato si è rivolto il pm Maria Rita Pantani chiedendo un aggravamento della misura cautelare alla luce delle evasioni riscontrate dai carabinieri (nei controlli non è stato trovato in casa più volte). Istanza accolta dal giudice Medioli Devoto e così si sono riaperte le porte del carcere per quest’uomo, in attesa che venga processato per il tentato furto. La settimana scorsa il 44enne, nell’interrogatorio di garanzia, ha negato gli atti violenti ma anche la dipendenza dal gioco d’azzardo – che per chi indaga è alla base dei contrasti con la madre a cui chiede continuamente soldi – dando una motivazione economica differente per motivare gli scontri in famiglia.
Al termine dell’interrogatorio di garanzia il difensore Bucchi, ritenendo eccessiva l’incarcerazione del suo assistito, aveva inquadrato così la questione con i cronisti: «Il mio assistito ha ammesso i contrasti con la madre, ma fornendo una spiegazione alternativa a quanto ipotizzato dall’accusa. Fra l’altro proprio lui, circa un mese fa, ha chiesto e ottenuto d’andare ai domiciliari a casa della fidanzata proprio per evitare questi conflitti e da quel momento non vi sono stati più problemi. Quindi riteniamo ancora idonei gli arresti domiciliari».
Un indirizzo difensivo tutto sommato abbracciato dal gip Baraldi, ma ora pesano le ripetute evasioni.(t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Poi ne è uscito dalla Pulce su decisione del gip Angela Baraldi che ha ritenuto più adeguata la misura restrittiva del divieto di avvicinamento al genitore, ma ora il suo “tallone d’Achille” si è rivelato l’evasione dagli arresti domiciliari. Questa misura restrittiva è legata a un tentato furto di cui il 44enne non solo è accusato ma è pure sotto processo davanti al giudice Simone Medioli Devoto. Ed essendo ora la competenza proprio del giudice del dibattimento, a questo magistrato si è rivolto il pm Maria Rita Pantani chiedendo un aggravamento della misura cautelare alla luce delle evasioni riscontrate dai carabinieri (nei controlli non è stato trovato in casa più volte). Istanza accolta dal giudice Medioli Devoto e così si sono riaperte le porte del carcere per quest’uomo, in attesa che venga processato per il tentato furto. La settimana scorsa il 44enne, nell’interrogatorio di garanzia, ha negato gli atti violenti ma anche la dipendenza dal gioco d’azzardo – che per chi indaga è alla base dei contrasti con la madre a cui chiede continuamente soldi – dando una motivazione economica differente per motivare gli scontri in famiglia.
Al termine dell’interrogatorio di garanzia il difensore Bucchi, ritenendo eccessiva l’incarcerazione del suo assistito, aveva inquadrato così la questione con i cronisti: «Il mio assistito ha ammesso i contrasti con la madre, ma fornendo una spiegazione alternativa a quanto ipotizzato dall’accusa. Fra l’altro proprio lui, circa un mese fa, ha chiesto e ottenuto d’andare ai domiciliari a casa della fidanzata proprio per evitare questi conflitti e da quel momento non vi sono stati più problemi. Quindi riteniamo ancora idonei gli arresti domiciliari».
Un indirizzo difensivo tutto sommato abbracciato dal gip Baraldi, ma ora pesano le ripetute evasioni.(t.s.)
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