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Reggio Emilia, pazzi per il Black Friday? Il più è sapere che cos’è

Chiara Cabassa
Reggio Emilia, pazzi per il Black Friday? Il più è sapere che cos’è

In via Emilia quasi tutti i negozi aderiscono alla giornata “americana”degli sconti. Ma sono tanti i reggiani a ignorare l’iniziativa: «Mi dispiace, non so l’inglese»

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REGGIO EMILIA «Black Friday? Mi dispiace, non so l’inglese». «Ah sì... deve avere a che fare con i telefonini». «L’unica cosa certa è che black significa bianco, altro non saprei». «Se non ricordo male, dovrebbe essere il titolo di un film». L’inizio, diciamolo, non è dei migliori. Siamo scesi in via Emilia per sondare il terreno: alla vigilia del Black Friday, cosa ne sanno i reggiani? Poco, a quanto pare. Anche se, man mano che cala l’età degli interlocutori, le risposte diventano sempre più precise e addirittura si arricchiscono di particolari non richiesti. D’altra parte in Italia il Black Friday è legato essenzialmente all’e-commerce ed è naturale che chi compra su internet, eccezioni a parte, sono proprio più i giovani.

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A Reggio Emilia il Black Friday on the road ha esordito solo l’anno scorso e, se è vero che gli store dell’elettronica sono quelli maggiormente inclini al Black Frday, la febbre del “venerdì nero” ha contagiato da subito un po’ tutti i settori a partire dall’abbigliamento. Basta percorrere la via Emilia per vedere che quasi tutti i negozi aderiscono al Black Fiday, con sconti che vanno dal 20 al 30 per cento per arrivare al 50 su alcuni articoli selezionati. Quest’anno c’è chi si è “allargato” proponendo i ribassi per l’intera settimana. Eppure, nonostante i cartelloni che pubblicizzano il gran giorno non manchino, la maggior parte dei reggiani pare non essere stata contagiata. Che, diciamolo, non è poi così grave.

Prendiamo Gabriella, 81 anni portati che è una meraviglia: non sa cos’è il Black Friday e neppure lo vuole sapere. Ma ci tiene a motivare la sua risposta: «È sicuramente qualcosa che arriva dahli Stati Uniti e io gli americani non li posso vedere: sono di origini protestanti e pensano solo ai soldi. Se la devo dire tutta, mi stanno proprio sui c... . Io ci sono stata negli Stati Uniti, era il ’65, e ricordo le persone in strada, per terra, che chiedevano un pezzo di pane. E nessuno badava loro. Se l’Europa non si sveglia finiremo per diventare una loro colonia». Dopo l’apprezzata lezione di Gabriella incontriamo alcuni artisti del Psychiatric Circus che, legati l’uno all’atro con una catena, distribuiscono i loro volantini e sono perfettamente informati sul Black Friday: «Io ne approfitterò – ci dice Dani – per cercare cellulari scontati o comunque oggetti d’eletttonica. Ma anche noi sai aderiamo al Black Friday. Ci saranno prezzi speciali anche per chi verrà a vedere il nostro spettacolo». Ok, il Black Friday è decisamente sdoganato. E chi lo ferma più?

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