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Cgil rompe con coop e Pd e sposa Mdp

Cgil rompe con coop e Pd e sposa Mdp

Il caso Mora fa discutere mentre la Camera del Lavoro diventa il bacino di voti di Articolo Uno segnando un nuovo ciclo

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REGGIO EMILIA. Da una parte Pd e cooperative, dall’altra Mdp e Cgil. È questo lo scenario sempre più netto che segna una frattura storica – e oramai insanabile – nella sinistra nazionale così come in quella reggiana, che avrà effetto sulle politiche e sulle comunali in città. A ribaltare gli equilibri, però, è soprattutto la distanza ormai siderale tra Camera del Lavoro e cooperative, da sempre facce della stessa medaglia, scollatesi con l’esplosione della crisi delle grandi coop dell’edilizia, e giunte ora a un nuovo grado di scontro dopo le sferzate del segretario della Cgil di Reggio, Guido Mora, che propone di ripublicizzare l’assistenza agli anziani, marginalizzando le coop sociali. Apriti cielo: Legacoop e Confcooperative hanno pubblicamente bollato la posizione di Mora definendola «imbarazzante» sulla Gazzetta di ieri.

Le differenze partono dalle priorità su lotte e diritti, ma è ormai di matrice politica: il Partito Democratico reggiano è strettamente ancorato alla cooperazione, sia bianca che rossa. Da una parte la forza economica, dall’altra la cassa di risonanza a tutti i livelli, da quello iper locale a quello centrale. Un blocco unico tra ex Ds ed ex Margherita, ora divisosi tra renziani e anti-renziani, e con la Cgil che ripudia il centrismo democratico guardando con favore alla “nuova sinistra”. E dove se non verso un partito che si chiama Articolo Uno, una nuova formazione politica che si ispira alla Costituzione e quindi «fondata sul lavoro», che calza perfettamente alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia, una delle realtà più a sinistra in Italia perché a trazione Fiom, anche in ossequio all’eredità sindacale dei reggiani Gianni Rinaldini e Maurizio Landini (ora in segreteria nazionale). Ma non è certo tutto rosa e fiori vista l’attuale marginalità di Articolo Uno, attesa dagli ex compagni del Pd al banco di prova delle elezioni. La Cgil però è onnipresente agli appuntamenti con Mdp – vedasi oggi all’assemblea di Reggio Emilia al teatro Regiò con Sinistra Italiana e Possibile – in grado di assicurare un bacino di voti a un partito ancora ai primi vagiti. Il sigillo finale sull’intesa potrebbe metterlo Susanna Camusso: il segretario nazionale starebbe pensando al lancio in politica tra le prime file di Mdp, dopo l’arrivo di rilievo – per ora solo annunciato – di Pietro Grasso. Grandi manovre che hanno effetti anche in chiave locale. Reggio è già uno dei laboratori principali dell’intesa Mdp-Cgil in risposta al blocco Pd-coop. Prova ne è la foto scattata la notte del 4 dicembre 2016. Ad attendere i risultati del referendum che ha affossato Matteo Renzi c’erano nell’ufficio di Mora in Cgil Mirko Tutino e Silvia Prodi, i due alfieri di Mpd a Reggio, all’epoca ancora nel Pd, che hanno votato contro il leader democratico. L’altra istantanea è il sit-in sotto Legacoop e Confcooperative dopo la recente disdetta degli integrativi. Più lotte che strette di mano con il vecchio riferimento, le coop rosse, dove non mancano certo dirigenti legati alle fede Ds, ma che avvertono forti spinte dei giovani renziani, pronti a prendere le redini.

Enrico Lorenzo Tidona

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