Gazzetta di Reggio

Reggio

La storia 

Il lungo viale e la residenza che si ispirano a Versailles

REGGIO EMILIA. La Reggia di Rivalta si apre con un viale costruito nel 1788 per collegare la residenza estense alla nostra città mentre l’edificio fu edificato a partire dal 1723 per l’erede di...

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REGGIO EMILIA. La Reggia di Rivalta si apre con un viale costruito nel 1788 per collegare la residenza estense alla nostra città mentre l’edificio fu edificato a partire dal 1723 per l’erede di Francesco III d’Este e fu abbellito con un parco ed un giardino che si ispiravano a quelli di Versailles. Per la sua bellezza è considerata una delle ultime “delizie estensi”, termine cui si ricorre per indicare palazzi caratterizzati dall’abitare cortigiano e dal continuo intreccio tra natura ed artificio che la tradizione letteraria riconduce prevalentemente a luoghi di piacere e di svago. Delle “delizie estensi” facevano parte casini da caccia e ritiri estivi situati in territorio ferrarese e, appunto con la Reggia di Rivalta, anche nel Reggiano. Trentatrè di questi monumenti sono stati scelti per interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e per il potenziamento del turismo culturale dal Comitato interministeriale di Programmazione economica per il periodo 2014-2020 che ha previsto lo stanziamento di 70 milioni di euro. Molti nostri concittadini hanno sperimentato personalmente la passeggiata di circa quattro chilometri che dal ponte di San Pellegrino conduce, lungo il Crostolo, sino al cedro secolare del parco ducale. Qui si entra attraverso un varco in quello che era il belvedere e si accede al parterre che si può immaginare come luogo artistico-culturale e come labirinto di fontane, alberi esotici e arabeschi di aiuole fiorite ammirando la rara e preziosa tela del conte Tacoli realizzata nel 1751 e custodita nell’Archivio di stato reggiano. Qui i volontari dell’associazione “Insieme per Rivalta” offrono spesso colorate performance in costumi dell’epoca. Tutti aspetti che gli studenti dell’Istituto tecnico Scaruffi-Levi-Tricolore, vincitori del premio, hanno proposto e valorizzato con diversi linguaggi artistico culturali capaci di far rivivere uno spazio simbolo di una identità urbana. (l.v.)



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