La paura tra la gente
«Non vogliamo avere a che fare col delitto»
REGGIOLO. Il primo a commentare l’assassinio di Francesco Citro – originario di Melissa (Crotone), dipendente di una ditta di Codisotto di Luzzara dal marzo scorso dopo aver lavorato per l’azienda di...
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REGGIOLO. Il primo a commentare l’assassinio di Francesco Citro – originario di Melissa (Crotone), dipendente di una ditta di Codisotto di Luzzara dal marzo scorso dopo aver lavorato per l’azienda di trasporto sale “Panizza”, sempre come autista – è stato Michele Oliverio, che abita di fronte alla piazzetta di Villanova, a pochi metri dalla palazzina “Corte Agnese” dove, giovedì sera, è avvenuto il delitto. «Era un ragazzo d’oro. Lavorava per 12 ore al giorno. Era tutto casa, lavoro e famiglia. La sua morte è tanto assurda quanto incomprensibile». Il proprietario dell’immobile, un amico calabrese e un altro napoletano commentano la vicenda nei pressi di un campo situato a lato della via, ma non si sbilanciano più di tanto: «Non vogliamo avere niente a che fare con quello che è successo a Francesco Citro per evitare qualsiasi coinvolgimento». Tutti ammettono di conoscerlo, sostengono la sua serietà e bravura nel lavoro e la sua dedizione alla famiglia, ma niente di più. Un anziano che abita in via Papa Giovanni XXIII scoppia in lacrime. «Lo conoscevo bene, spesso veniva a casa mia. Non riesco a credere che sia morto così». (m.p.)
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