Gazzetta di Reggio

Reggio

Borgo Rio da Corte con l’ok del tribunale sono ripartiti i lavori

di Ambra Prati
Borgo Rio da Corte con l’ok del tribunale sono ripartiti i lavori

Quattro Castella, lo sblocco dopo un lungo contenzioso I residenti per anni senza l’agibilità, poi subentra il Comune

2 MINUTI DI LETTURA





QUATTRO CASTELLA . Sono iniziati, e finiranno in settimana, i lavori di urbanizzazione a Rio da Corte, borgo storico nella parte alta di Quattro Castella, ai piedi di Monte Vetro, al centro di un contenzioso ultradecennale – la ditta costruttrice è fallita – che ha lasciato per anni una decina di famiglie di residenti senza l’agibilità della loro abitazione.

Il Comune ha escusso parte della fideiussione, ponendo fine ad un’irregolarità che preoccupava non poco gli incolpevoli residenti.

Si tratta di una lottizzazione che risale al 2007, quando era stata stipulata una convenzione urbanistica con la società Immobiliare Sampolese Srl: la ditta, che ha realizzato tre porzioni residenziali proprio all’inizio di via Giotto (tra i quali il recupero di una abitazione in sasso) per un totale di una decina di appartamenti, secondo gli abituali accordi in cambio del permesso di edificabilità avrebbe dovuto provvedere ad eseguire le cosiddette opere di cessione, vale a dire fognature, la pavimentazione della strada, un incrocio rialzato, l’illuminazione e il verde.

Alcuni acquirenti sono entrati in casa già nel 2011. Ma nel 2013, quando l’intervento edilizio doveva ancora essere concluso, l’immobiliare ha cominciato ad accusare difficoltà economiche, che l’hanno poi portata alla liquidazione, avvenuta nel 2016.

La ditta non ha ancora concluso alcuni appartamenti, né il collaudo degli stessi, oltre alle opere di urbanizzazione. Risultato: gli acquirenti si sono ritrovati con una casa tecnicamente inagibile, il che significa non poterla assicurare, avere grossi problemi in caso di compravendita, difficoltà a livello di certificazione impiantistica. Inoltre, essendo via Giotto in pendenza, quando pioveva alcuni locali al pianoterra si allagavano.

«Su sollecitazione dei residenti, l’amministrazione si è mossa per ottenere la polizza bancaria stipulata dagli attuatori a garanzia delle opere e rivalersi entrando al loro posto nel concludere l’intervento – afferma l’assessore ai lavori pubblici, Alessandra Rompianesi –. È una casistica sempre più in aumento, ma non molti Comuni lo fanno, perché si tratta di un percorso lungo e faticoso».

La trattativa con l’assicurazione Coface di Milano si è rivelata ardua: una prima proposta, una controproposta al rialzo del Comune, finché quest’ultimo ha incassato, a fine 2016, 78 mila euro. A questo punto però è sorto un altro ostacolo: l’ente locale non poteva intervenire su aree non di sua proprietà, perciò tutto è rimasto fermo fino a poche settimane fa, quando, spiega l’assessore Rompianesi, «abbiamo scritto al tribunale che seguiva la procedura fallimentare della ditta adducendo una questione di sicurezza e ci hanno ufficialmente autorizzato». Così ora a giorni saranno allacciati i lampioni, piantati alberi, sistemate panchine e cestini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google