Gazzetta di Reggio

Reggio

Delrio: «L’amministrazione è pulita»

Delrio: «L’amministrazione è pulita»

Gli imputati chiedono di risentirlo. Il ministro: «La lotta alla criminalità è la nostra bandiera: nessun indagato in Comune»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Noi non abbiamo nulla da temere, abbiamo sempre collaborato e anzi abbiamo sempre fatto della lotta alla criminalità una delle nostre bandiere. E lo dimostrano gli atti, non le chiacchiere o la polemica politica». Graziano Delrio difende a spada tratta Reggio Emilia e l’amministrazione comunale, la sua e quella attuale del sindaco Luca Vecchi. Lo fa al Teatro Valli, a margine di un evento, senza sottrarsi alle domande, tirato nuovamente in ballo dai legali del processo Aemilia insieme a tanti altri ex amministratori. Il pentito Antonio Valerio ha parlato di lottizzazioni sospette, una delle quali a Reggio. Ha messo nel mirino i cambi di destinazione d’uso a Pieve Modolena, il grande quartiere emblema del boom edilizio reggiano. Per questo gli avvocati di Pasquale Brescia e di Gianluigi Sarcone hanno chiesto di sentire - o risentire - diversi amministratori e tecnici. Vale a dire gli ex sindaci Antonella Spaggiari e Graziano Delrio, l’ex assessore all’urbanistica Ugo Ferrari, Maria Sergio (la moglie dell’attuale sindaco Luca Vecchi è stata dirigente all’urbanistica del Comune di Reggio) e Guido Ligabue (pure lui ex dirigente all’urbanistica in municipio a Reggio). L’idea è che alcuni imputati vogliano rivolgere l’attenzione sulla politica in un processo sulla ’ndrangheta che si sta arricchendo di reati e fatti di sangue, facendo salire le potenziali condanne.

L’attuale ministro reggiano ai Trasporti era già stato sentito al processo Aemilia come teste, e non si sottrae alla valutazione dei giudici, respingendo però ogni allusione. «Reggio ha sempre combattuto la criminalità - dice – lo dimostrano gli atti della nostra amministrazione ma anche di quella attuale. La nostra posizione contro la criminalità organizzata è sempre stata chiara, lo dimostrano gli Stati generali della lotta alle mafie che si sono tenuti venerdì, e che noi abbiamo voluto, così come l’autorità Anticorruzione e i gruppi di lavoro contro la criminalità organizzata – organizzati a palazzo Chigi quando io ero sottosegretario – voluti dal governo, e che hanno ispirato le leggi contro la criminalità organizzata. La nostra posizione contro la criminalità e le infiltrazioni è sempre stata chiara e limpida, tanto è vero che non c’è nemmeno un indagato tra i membri della nostra amministrazione comunale ma anche di quella attuale. E non c’è nemmeno un sospettato. Noi siamo in piena collaborazione, da Reggio sono partiti i primi protocolli antimafia, da Reggio sono partiti i primi segnali di reazione forte. Certamente il fenomeno della criminalità organizzata, come è stato detto venerdì agli Stati generali, è un fenomeno che dura da quaranta-cinquant’anni, un fenomeno che ha messo radici in tutto il nord e quindi questo richiede massima vigilanza, massima fermezza e massimo impegno di tutti. Noi siamo ben felici di collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura perché si faccia piena luce, perché solo nella piena luce della legalità le comunità possono crescere e prosperare». (m.r./e.l.t.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google