«Era solare, siamo sconvolti»
Gli amici: «Nessuno di noi voleva crederci, quando si è diffusa la notizia»
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MOGLIA (Mn). In tanti, anche nel Mantovano, conoscevano Francesco Citro, il giovane freddato a colpi di pistola nella tarda serata di giovedì a Villanova di Reggiolo. Nel paese, a due passi dal Mantovano, vivono i suoi amici, molti dei quali originari della provincia di Crotone. Francesco era nato a Cariati, nel Cosentino, da una famiglia originaria di un piccolo paese crotonese, Melissa, non distante da Cutro e Isola di Capo Rizzuto, le cittadine dalla quale proviene la maggioranza dei cittadini calabresi trapiantatisi per lavoro fra Reggiano e Mantovano. Ma anche nella provincia lombarda il giovane aveva numerosi amici che con lui condividevano i momenti di divertimento nei locali del Basso mantovano. Alcune conoscenze derivavano dalle comuni amicizie nate sui banchi di scuola, l’istituto professionale Vallauri di Carpi (Modena). Altre erano nate quando aveva iniziato a lavorare come camionista per l’azienda Panizza di Reggiolo, che si occupava di sale alimentare. Ed i suoi viaggi nel Mantovano erano divenuti più frequenti. In particolare nella Bassa per rifornire rivendite e supermercati. Molto stretti i legami con i coetanei della comunità calabrese fra le due sponde del Po. «Ci trovavamo spesso – racconta Vincenzo, un amico di Moglia –. Era un carattere aperto, solare, anche gentile. Nessuno di noi voleva crederci, quando si è diffusa la notizia».
Francesco Citro era incensurato. Da marzo lavorava per la ditta “Melli Gaetano e figli”, di Codisotto di Luzzara. Era sposato con Milena De Rosa, 29 anni, e aveva due figli piccoli: Carmine, di 7 anni, e Chiara, di appena due. «Ci trovavamo spesso per un bicchiere in compagnia. Lui era uno che stava bene assieme agli altri», dice Carmine, un altro amico.
«Io l’avevo conosciuto perché era mio allievo della scuola guida a Cerese – racconta Gianluca Muti –. Essendo camionista, aveva fatto la carta qualificazione conducente. Eravamo diventati amici e diverse volte ci siamo trovati a Moglia per andare a ballare. Sono veramente dispiaciuto. Non mi capacito di quello che è successo».
Francesco Citro era incensurato. Da marzo lavorava per la ditta “Melli Gaetano e figli”, di Codisotto di Luzzara. Era sposato con Milena De Rosa, 29 anni, e aveva due figli piccoli: Carmine, di 7 anni, e Chiara, di appena due. «Ci trovavamo spesso per un bicchiere in compagnia. Lui era uno che stava bene assieme agli altri», dice Carmine, un altro amico.
«Io l’avevo conosciuto perché era mio allievo della scuola guida a Cerese – racconta Gianluca Muti –. Essendo camionista, aveva fatto la carta qualificazione conducente. Eravamo diventati amici e diverse volte ci siamo trovati a Moglia per andare a ballare. Sono veramente dispiaciuto. Non mi capacito di quello che è successo».
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