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Finti avvocati e carabinieri Allarme truffe a Rubiera

Finti avvocati e carabinieri Allarme truffe a Rubiera

Il sindaco mette in allerta i cittadini contro chi si presenta alla porta di casa per una inesistente raccolta fondi del Comune e chi chiede soldi per cauzioni

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RUBIERA. Attenzione ai finti carabinieri, ai finti avvocati e ai possibili truffatori che girano per Rubiera presentandosi come incaricati di una raccolta fondi del Comune per acquistare defibrillatori semiautomatici, gli strumenti sanitari da usare in caso di emergenze cardiache. L’allerta è lanciata dal sindaco rubierese Emanuele Cavallaro dopo una serie di segnalazioni pervenute nei giorni scorsi agli uffici comunali.

Diversi cittadini si sono trovati di fronte a persone che si sono qualificate come addetti di una campagna promossa dall’ente pubblico per finanziare l’acquisizione di altri defibrillatori, attrezzature che sono sempre più presenti nei luoghi pubblici ad alta frequentazione, sistemate nelle loro colonnine a disposizione per le emergenze. Non esiste però nessuno campagna in questo senso, e il tema è stato scelto dai truffatori sapendo che è sentito dai residenti.

«Il Comune non ha dato il via a nessuna raccolta fondi per defibrillatori. E occhio a chi si presenta a nome di grandi società energetiche nazionali e vi chiede di vedere una bolletta di luce o gas», avvisa Cavallaro. E precisa: «Gli unici operatori che stanno operando per il servizio pubblico sono quanti, per conto di Ireti, sostituiscono i contatori: sono annunciati da una lettera, non offrono contratti e fanno tutto gratuitamente. Altri sono piazzisti porta a porta. Eventualmente chiamate i carabinieri, o la polizia municipale al numero 800 227733».

A questa tentata truffa se ne unisce un’altra segnalata sempre nel rubierese. In questo caso si usa il telefono: persone chiamano a casa di alcuni abitanti presentandosi come avvocati o come carabinieri spiegando di aver bisogno di denaro per liberare su cauzione figli o nipoti arrestati. È una bufala, alimentata da decenni di immaginario cinematografico, perché l’eventuale rilascio su cauzione avviene dopo diversi passaggi in tribunale e non certo direttamente in una caserma di polizia o carabinieri. Nessun pagamento del genere avrebbe senso, e quindi l’invito è davvero a rispedire al mittente ogni proposta e anzi a segnalarla alle forze dell’ordine.

Anche qui è il sindaco Cavallaro a mettere tutti sull’attenti: «Pare che arrivino telefonate di falsi “carabinieri” e falsi “avvocati” che chiedono di inviare soldi per “liberare” nipoti o figli fermati in caserma dai carabinieri. Nel caso, chiamate immediatamente i carabinieri veri. Ricordo che il rilascio su cauzione davanti allo sceriffo si effettua solo nei film», sottolinea il primo cittadino

Adriano Arati

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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