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Anziani morti investiti, il triste record reggiano

di Leonardo Grilli
Anziani morti investiti, il triste record reggiano

Dopo Bologna, abbiamo il numero più alto in regione di pedoni con più di 65 anni deceduti in incidenti stradali: 7 nel 2016

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REGGIO EMILIA. Gli incidenti stradali, nonostante i controlli più stringenti e le campagne di sensibilizzazione, continuano a mietere vittime come in un bollettino di guerra. E fra le persone coinvolte – decedute o ferite – la categoria più vulnerabile è quella degli over 65.

Secondo i nuovi dati Istat sul 2016 diffusi dall’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale regionale, in un anno in tutta l’Emilia-Romagna gli incidenti sono stati 17.406 e hanno provocato 307 morti e 23.594 feriti. Numeri preoccupanti che riguardano anche le nostre strade, sulle quali si sono registrati 1.815 incidenti con 34 morti e 2.520 feriti: un bilancio drammatico.

E in tutto questo la categoria più colpita è quella degli over 65 che, da soli, rappresentano nella nostra provincia il 38,2% delle vittime, con un totale di 13 decessi complessivi. Sei gli anziani, tutti uomini, morti mentre stavano guidando la propria auto, ma il numero meno lusinghiero per Reggio Emilia è quello dei pedoni investiti.

Sette, infatti, sono le persone – 5 uomini e 2 donne – uccise mentre stavano passeggiando. Il dato più alto in tutta la regione, secondo solamente a Bologna (9 morti), che però in proporzione conta un numero di abitanti decisamente più elevato.

La situazione non migliora nemmeno quando si vanno a guardare i feriti, che sempre fra gli over 65 sono nel complesso il 12,9% del totale. I conducenti rimasti coinvolti, alcuni in modo invalidante, sulle nostre strade sono stati 241 – 181 uomini e 60 donne – numero che ci fa posizionare quarti nella classifica delle nove province emiliano-romagnole. Trentanove invece – 11 uomini e 28 donne – i feriti “collaterali”, ovvero gli anziani che al momento dell’incidente sedevano sui sedili del passeggero.

Per quanto riguarda i pedoni, infine, nel 2016 sono stati 46 gli over 65 feriti, fra i quali 27 uomini e 19 donne. Su questi risultati negativi incidono più fattori: le caratteristiche psico-fisiche e il fatto di aver conseguito la patente molti anni prima, oltre al mancato rispetto delle norme del Codice della strada.

Non a caso questi utenti della strada sono classificati dall’Osservatorio come “deboli” o “vulnerabili”, qualunque sia il mezzo di locomozione utilizzato. E non sono pochi. La popolazione residente in Emilia-Romagna all’1 gennaio 2017 risultava composta da 4.457.318 persone, di cui 1.056.900 – poco meno del 25% – over 65. E fra questi i titolari di patente non superiore alla categoria B erano 683.220.

Un termine, quello di “vulnerabili”, che trova giustificazione soprattutto nei dati. Sempre secondo l’Istat, infatti, se in regione il numero assoluto di morti dal 2010 al 2016 è calato di quasi cento unità, passando da 401 a 307, la percentuale di over 65 deceduti invece è salita dal 29,4% al 36,8% del totale.

In generale, la situazione si aggrava quando chi ha più di 65 anni si muove sulle strade come pedone – fra i 54 deceduti nel 2016, 33 erano over 65 – o come conducente. In quest’ultima categoria gli anziani conquistano addirittura un triste primo posto con 77 morti, il 34,2% del totale.

A livello provinciale, la realtà che registra la maggior percentuale di decessi in questa fascia di età è Forlì-Cesena con il 44,1%, seguita da Ravenna e Ferrara, rispettivamente con il 42% e 41%, mentre Piacenza registra il miglior dato con il 14,2%. La percentuale di feriti risulta invece più bassa, motivata proprio dal fatto che – trattandosi di utenti particolarmente vulnerabili – è più probabile che avvenga il decesso in caso di incidente. Ravenna registra un 17,9%, seguita da Ferrara e Forlì-Cesena con 17,1% e 16,9%.
 

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