Bolondi, una vita nel commercio
San Polo: cordoglio per la morte dello storico negoziante di generi alimentari
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SAN POLO. Cordoglio a San Polo per la morte di Carlo Bolondi, 88 anni, ultimo rappresentante di una storica famiglia di commercianti sampolesi. Il funerale si è svolto sabato al santuario della Beata Vergine di Pontenovo.
La moglie Lea Rinaldini, scomparsa quattro anni fa, gestiva assieme alle sorelle una gelateria del paese situata in zona Lido. Dopo il matrimonio con Carlo Bolondi – avvenuto nella chiesa di Pontenovo, che per questo motivo è stata scelta per il funerale – marito e moglie avevano assunto la gestione di un negozio di generi alimentari all’ex consorzio agrario, dove si trova oggi l’Ecu. Un negozio noto per la qualità dei prodotti (formaggi e salumi in primis, che Carlo andava a scegliere di persona nel Parmense) ben presto diventato un punto di riferimento, anche perché nello stesso stabile si trovava il forno gestito dal fratello di Carlo, Eugenio (i Bolondi erano in cinque, tra fratelli e sorelle. Ne resta solo uno, il fratello minore residente a Milano).
«Il negozio è stato uno dei primi del paese ed era anche un luogo di ritrovo – racconta il figlio Paolo –. I miei genitori erano una coppia molto affiatata e per loro il negozio, all’epoca anche meta di turisti, era tutto: non conoscevano serate fuori o vacanze». Nonostante le difficoltà sorte dall’avvento dei centri commerciali, il punto vendita ha retto bene, finché, 15 anni fa, è stato chiuso. Carlo, in gioventù giocatore di calcio, ha goduto di buona salute fino a tre mesi fa, continuando a trovarsi al bar con gli amici. Ricoverato all’ospedale di Montecchio («Non voleva andare, sentiva che si stava spegnendo e avrebbe voluto restare a casa»), una settimana dopo è spirato al Franchini. Carlo Bolondi ha lasciato nel dolore i figli Paolo e Angela e i quattro nipoti Davide, Luca, Sergio e Aparecida. (am.p.)
La moglie Lea Rinaldini, scomparsa quattro anni fa, gestiva assieme alle sorelle una gelateria del paese situata in zona Lido. Dopo il matrimonio con Carlo Bolondi – avvenuto nella chiesa di Pontenovo, che per questo motivo è stata scelta per il funerale – marito e moglie avevano assunto la gestione di un negozio di generi alimentari all’ex consorzio agrario, dove si trova oggi l’Ecu. Un negozio noto per la qualità dei prodotti (formaggi e salumi in primis, che Carlo andava a scegliere di persona nel Parmense) ben presto diventato un punto di riferimento, anche perché nello stesso stabile si trovava il forno gestito dal fratello di Carlo, Eugenio (i Bolondi erano in cinque, tra fratelli e sorelle. Ne resta solo uno, il fratello minore residente a Milano).
«Il negozio è stato uno dei primi del paese ed era anche un luogo di ritrovo – racconta il figlio Paolo –. I miei genitori erano una coppia molto affiatata e per loro il negozio, all’epoca anche meta di turisti, era tutto: non conoscevano serate fuori o vacanze». Nonostante le difficoltà sorte dall’avvento dei centri commerciali, il punto vendita ha retto bene, finché, 15 anni fa, è stato chiuso. Carlo, in gioventù giocatore di calcio, ha goduto di buona salute fino a tre mesi fa, continuando a trovarsi al bar con gli amici. Ricoverato all’ospedale di Montecchio («Non voleva andare, sentiva che si stava spegnendo e avrebbe voluto restare a casa»), una settimana dopo è spirato al Franchini. Carlo Bolondi ha lasciato nel dolore i figli Paolo e Angela e i quattro nipoti Davide, Luca, Sergio e Aparecida. (am.p.)
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