Toano
Fienile distrutto dalle fiamme indagini a tutto tondo a Corneto
TOANO. Rimangono tante incertezze sull’incendio partito domenica mattina alla Costa di Corneto, un rogo che ha distrutto un fienile in sasso e oltre 350 rotoballe di fieno di proprietà dell’azienda...
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TOANO. Rimangono tante incertezze sull’incendio partito domenica mattina alla Costa di Corneto, un rogo che ha distrutto un fienile in sasso e oltre 350 rotoballe di fieno di proprietà dell’azienda agricola Baroni de L’Oca di Toano.
Già dalle prime ore di domenica l’ipotesi dolosa è apparsa la principale, anche se a oggi non ci sono riscontri concreti di alcun tipo. Non sono stati trovati oggetti utili per accendere il fuoco o residui di acceleranti, né sono arrivate segnalazioni su avvistamenti. A oggi i carabinieri proseguono le indagini proprio per far emergere indizi.
Il vecchio fienile fa parte di un complesso in sasso completamente disabitato, le prime case sono a centinaia di metri e negli edifici non c’è neppure la corrente elettrica. Inoltre la struttura veniva usata solo come deposito di fieno e di attrezzi, nei giorni precedenti non vi sono stati portati strumenti a motore o a batteria. In una notte piovosa e vicina allo zero come quella di domenica, diventa molto difficile pensare a un contatto, a un cortocircuito o all’autocombustione.
Rimane la mano umana, ma con quale movente? O una ragazzata parecchio stupida o un gesto preciso contro la famiglia Baroni. Di sicuro gli eventuali autori conoscono bene la zona, perché la piccola strada che tocca la Svolta non è certo frequentata da passanti occasionali e casuali, né di giorno né tanto meno di notte.
Quello che rimane è il danno da decine di migliaia di euro. L’edificio è praticamente distrutto e così i 350 “balloni”, le rotoballe che rappresentavano la principale scorta invernale di fieno per i Baroni.
In un anno in cui a causa della siccità si è prodotto poco foraggio (oltre tutto dal costo molto superiore alla media, viste le scarse quantità), è una bella mazzata. (adr.ar.)
Già dalle prime ore di domenica l’ipotesi dolosa è apparsa la principale, anche se a oggi non ci sono riscontri concreti di alcun tipo. Non sono stati trovati oggetti utili per accendere il fuoco o residui di acceleranti, né sono arrivate segnalazioni su avvistamenti. A oggi i carabinieri proseguono le indagini proprio per far emergere indizi.
Il vecchio fienile fa parte di un complesso in sasso completamente disabitato, le prime case sono a centinaia di metri e negli edifici non c’è neppure la corrente elettrica. Inoltre la struttura veniva usata solo come deposito di fieno e di attrezzi, nei giorni precedenti non vi sono stati portati strumenti a motore o a batteria. In una notte piovosa e vicina allo zero come quella di domenica, diventa molto difficile pensare a un contatto, a un cortocircuito o all’autocombustione.
Rimane la mano umana, ma con quale movente? O una ragazzata parecchio stupida o un gesto preciso contro la famiglia Baroni. Di sicuro gli eventuali autori conoscono bene la zona, perché la piccola strada che tocca la Svolta non è certo frequentata da passanti occasionali e casuali, né di giorno né tanto meno di notte.
Quello che rimane è il danno da decine di migliaia di euro. L’edificio è praticamente distrutto e così i 350 “balloni”, le rotoballe che rappresentavano la principale scorta invernale di fieno per i Baroni.
In un anno in cui a causa della siccità si è prodotto poco foraggio (oltre tutto dal costo molto superiore alla media, viste le scarse quantità), è una bella mazzata. (adr.ar.)
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