I commissari incontrano i cittadini di Brescello
A dicembre un’assemblea per spiegare cosa è stato fatto dall’aprile 2016 È il primo confronto pubblico dopo lo scioglimento del Comune per mafia
2 MINUTI DI LETTURA
BRESCELLO. È in programma a dicembre un incontro tra i commissari che reggono il Comune di Brescello e la cittadinanza. Si tratta del primo vero confronto tra le parti dopo il commissariamento per condizionamenti della malavita organizzata, arrivato nell’aprile dello scorso anno: un’occasione, per i commissari, di illustrare la propria attività in tutti questi mesi e, per i cittadini, di comprendere come l’apparato amministrativo abbia continuato ad andare avanti nonostante la mancanza di un sindaco e di un consiglio comunale.
La commissione straordinaria si è insediata dopo la decisione del Consiglio dei ministri che ha disposto lo scioglimento dell’amministrazione comunale di Brescello.
Michele Formiglio, Antonio Oriolo e Luciana Lucianò (quest’ultima poi sostituita da Giacomo Di Matteo) sono stati chiamati a reggere l’ente locale. Nelle scorse settimane Formiglio è stato trasferito a Perugia e il suo posto è arrivato Massimo Marchesiello che dopo pochi giorni dalla nomina è diventato prefettura di Gorizia, anche se continua a mantenere anche l’incarico a Brescello.
Lo scioglimento del Comune, inizialmente disposto per 18 mesi, è stato successivamente prorogato di ulteriori 6 mesi e dunque andrà avanti fino al 20 aprile 2018.
Contro questa decisione si è opposto, insieme ad alcuni ex assessori e consiglieri, il sindaco dimissionario Marcello Coffrini: nei prossimi giorni è attesa la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso (bocciato dal Tar).
Tutta la vicenda ebbe inizio dalle dichiarazioni di Coffrini: il primo cittadino, nel corso di un’intervista alla web tv Cortocircuito, definì Francesco Grande Aracri, condannato per mafia e fratello del boss Nicolino, un uomo «gentilissimo, tranquillo, composto, educato». Parole in seguito ritrattate, ma ormai la bufera era scoppiata.
La commissione straordinaria si è insediata dopo la decisione del Consiglio dei ministri che ha disposto lo scioglimento dell’amministrazione comunale di Brescello.
Michele Formiglio, Antonio Oriolo e Luciana Lucianò (quest’ultima poi sostituita da Giacomo Di Matteo) sono stati chiamati a reggere l’ente locale. Nelle scorse settimane Formiglio è stato trasferito a Perugia e il suo posto è arrivato Massimo Marchesiello che dopo pochi giorni dalla nomina è diventato prefettura di Gorizia, anche se continua a mantenere anche l’incarico a Brescello.
Lo scioglimento del Comune, inizialmente disposto per 18 mesi, è stato successivamente prorogato di ulteriori 6 mesi e dunque andrà avanti fino al 20 aprile 2018.
Contro questa decisione si è opposto, insieme ad alcuni ex assessori e consiglieri, il sindaco dimissionario Marcello Coffrini: nei prossimi giorni è attesa la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso (bocciato dal Tar).
Tutta la vicenda ebbe inizio dalle dichiarazioni di Coffrini: il primo cittadino, nel corso di un’intervista alla web tv Cortocircuito, definì Francesco Grande Aracri, condannato per mafia e fratello del boss Nicolino, un uomo «gentilissimo, tranquillo, composto, educato». Parole in seguito ritrattate, ma ormai la bufera era scoppiata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
