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Villa Minozzo, «il cacciatore ha aggredito il lupo a colpi di badile»

di Luca Tondelli
Villa Minozzo, «il cacciatore ha aggredito il lupo a colpi di badile»

Il tecnico Willy Reggioni ribalta il racconto dell’attacco subito dall’uomo Lo studioso: «I riscontri dicono che l’animale è stato investito e poi picchiato»

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VILLA MINOZZO. «Il lupo? E’ talmente intelligente che sa di doversela prendere con i cacciatori». Usa un pizzico di sarcasmo Willy Reggioni, tecnico del Wolf Appennine Center e studioso di fauna selvatica che per il Parco nazionale dell’Appennino segue da tanti anni i progetti sul lupo, nel commentare quanto sarebbe avvenuto vicino a Gazzano.

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La versione del cacciatore aggredito dal lupo, poi allontanato a badilate, viene criticata da Reggioni, che anzi sui riscontri ottenuti è portato a pensare che il lupo protagonista dell’incontro fosse stato investito poco prima da un’auto.

«Nuova aggressione da parte di un lupo ad un uomo? La narrazione del diretto interessato, con il quale ho avuto il piacere di confrontarmi ieri, sembra ricondurre a ben altro: un uomo prende a palate un lupo – sostiene Reggioni –. Evidentemente, se così fossero andate le cose, la parte lesa sarebbe il lupo e la notizia potrebbe interessare particolarmente anche la procura della Repubblica. È il lupo infatti che è stato preso a palate, con un arto posteriore fratturato, mentre a quell’uomo neppure un graffio. Molto, molto strano verrebbe da pensare: un uomo prende a palate un lupo cattivo che lo vuole predare, e il lupo, superpredatore efficientissimo, non riesce ad inferire neppure un morso alla sua potenziale preda».

«Non più tardi di 3 mesi fa un mio caro amico ha affrontato, suo malgrado, un Chihuahua, senza pala da neve però, perché lui non è avvezzo a portarsela con sé in ogni dove, e mi ha fatto vedere i segni dei suoi piccoli denti sul polpaccio della gamba destra chiedendomi cosa gli sarebbe potuto accadere se avesse dovuto affrontare un lupo anziché un Chihuahua - aggiunge poi Reggioni –. Ho risposto che basterebbe chiedere a un Pronto Soccorso di un qualsiasi ospedale fotografie di persone aggredite da cani di media taglia per avere una idea abbastanza precisa di ciò che sarebbe potuto accadergli. In questo caso neppure un graffio però. Ancora una volta a denunciare alla stampa i fatti è un “cacciatore”. I casi di cacciatori aggrediti da lupi collezionati nella rassegna stampa in questi ultimi mesi iniziano ad essere numericamente interessanti. Sarebbe un grave errore sottovalutare la straordinaria capacità del lupo nell’indirizzare tutta la sua aggressività proprio nei confronti dei cacciatori».

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Concludendo lo studente fa infatti presente un particolare: «Mai un escursionista, mai un fungaiolo, mai un pastore, mai un runner, mai un biker, mai un pescatore, mai un operaio forestale o chi fa legna nel bosco, ma solo cacciatori. Straordinaria, anzi proprio incredibile, la capacità del lupo nel selezionare la sue “umanoidi prede”. Non so se è materia per etologi o psichiatri. Nel corso del sopralluogo abbiamo raccolto evidenze di una collisione tra una autovettura e un lupo esattamente nel punto in cui sarebbe avvenuta l’aggressione. Questo spiega la frattura dell’arto posteriore del lupo che abbiamo visto allontanarsi timidamente al nostro arrivo dopo averne seguito le tracce sulla neve».

Intanto il Wolf Appennine Center sulla propria pagina facebook invita a raccontare gli incontri avvenuti con lupi: «In tanti avete commentato che avete incontrato i lupi almeno una volta nella vostra vita, durante un’escursione o mentre percorrevate una strada in automobile. Ovviamente a nessuno di voi è accaduto nulla. Perché non ci inviate per messaggio la vostra storia?». Le storie verranno pubblicate sulla stessa pagina.

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