L’attacco della lega
«Il Pd scopre la mafia solo adesso»
Andreoli: «La mobilitazione è tardiva, da anni chiediamo sicurezza»
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REGGIOLO. La variazione della sede del consiglio dell’Unione dei Comuni Bassa reggiana da Novellara all’auditorium Aldo Moro di Reggiolo dopo l’omicidio di Francesco Citro non è passata inosservata alla Lega Nord, in particolare al commissario della Lega Nord Bassa Reggiana, Gianpaolo Andreoli, che coglie l’occasione per sollevare alcune rimostranze.
«Ben venga questa seduta a Reggiolo – spiega – ma forse è un po’ tardiva in quanto fino a poco tempo fa i sindaci della bassa e il segretario provinciale del Pd, Andrea Costa, difendevano Marcello Coffrini e la sua giunta a spada tratta contro Catia Silva, esponente del nostro partito che, come dimostrano le sentenze, è stata minacciata con metodi mafiosi e aveva visto giusto su quanto accade a Brescello».
«Ora, dopo un fatto gravissimo come l’omicidio Citro, i sindaci si accorgono che qui da noi esiste la malavita e forse la mafia – aggiunge –: una presa di coscienza un po’ tardiva, viene da dire, viste le auto bruciate in questi giorni insieme a quella di Citro, una decina di camion bruciati sempre a Reggiolo quattro anni fa, l’aumento dello spaccio di droga e il conseguente ritrovamento di siringhe, fino ad arrivare a questo efferato omicidio che speriamo tutti non sia di origine mafiosa».
«Da tempo – aggiunge Andreoli – ho avanzato la richiesta di maggiori controlli e maggiore presenza di forze dell’ordine, compreso l’aumento del numero dei carabinieri sul territorio. Bene le telecamere, ma i cittadini chiedono maggiore sicurezza».
«Ben venga questa seduta a Reggiolo – spiega – ma forse è un po’ tardiva in quanto fino a poco tempo fa i sindaci della bassa e il segretario provinciale del Pd, Andrea Costa, difendevano Marcello Coffrini e la sua giunta a spada tratta contro Catia Silva, esponente del nostro partito che, come dimostrano le sentenze, è stata minacciata con metodi mafiosi e aveva visto giusto su quanto accade a Brescello».
«Ora, dopo un fatto gravissimo come l’omicidio Citro, i sindaci si accorgono che qui da noi esiste la malavita e forse la mafia – aggiunge –: una presa di coscienza un po’ tardiva, viene da dire, viste le auto bruciate in questi giorni insieme a quella di Citro, una decina di camion bruciati sempre a Reggiolo quattro anni fa, l’aumento dello spaccio di droga e il conseguente ritrovamento di siringhe, fino ad arrivare a questo efferato omicidio che speriamo tutti non sia di origine mafiosa».
«Da tempo – aggiunge Andreoli – ho avanzato la richiesta di maggiori controlli e maggiore presenza di forze dell’ordine, compreso l’aumento del numero dei carabinieri sul territorio. Bene le telecamere, ma i cittadini chiedono maggiore sicurezza».
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