Gazzetta di Reggio

Reggio

«Mi chiedevano di ritirare le mozioni Ora mi ritiro io»

di Luciano Salsi
«Mi chiedevano di ritirare le mozioni Ora mi ritiro io»

Cosimo Pederzoli, coordinatore cittadino Si, lascia l’incarico «Lo faccio con un po’ di amarezza ma grande convinzione» 

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REGGIO EMILIA. Il percorso della riunificazione è avviato, ma non privo di ostacoli. I quindici delegati reggiani eletti sabato al teatro Regiò sono sul piede di partenza per Roma, in vista dell'assemblea nazionale che darà vita il 3 dicembre alla lista unitaria di Mdp, Si e Possibile. Intanto, però, la marcia convergente subisce una battuta d'arresto proprio a Reggio, dove Sinistra italiana perde il coordinatore cittadino, il quale, pur non avendo attriti con gli altri due raggruppamenti a livello locale, nutre qualche diffidenza nei confronti della dirigenza nazionale del Movimento dei democratici e progressisti.

Cosimo Pederzoli spiega in un lungo comunicato su Facebook le ragioni della sua scelta di dimettersi dall'incarico, compiuta «con un po' di amarezza ma grande convinzione», senza abbandonare né la militanza né l'altro ruolo nella segreteria regionale di Si. «La fase politica che stiamo attraversando – scrive Pederzoli – richiede, per chi ricopre ruoli, certezze e convinzioni che non posso offrire agli iscritti del mio partito. Il mio, quindi, non è un gesto di rottura, ma, al contrario, una scelta volta a preservare un percorso deciso dalla dirigenza nazionale. A forza di ritirare idee e proposte per spirito unitario – puntualizza – ho scelto la via del ritiro personale». La sua ispirazione, anzi, vuole essere ancora più unitaria. La sua speranza consiste nel «recuperare i tanti cittadini che si sono attivati nel percorso del Brancaccio» promosso finora senza successo da Tommaso Montanari e Anna Falcone per mettere insieme anche Rifondazione comunista e gli altri spezzoni della sinistra con un processo dal basso immune da logiche verticistiche e spartizioni preventive. Ma intanto ha cercato di mediare con i due principali interlocutori. «All'assemblea provinciale – denuncia Pederzoli – avrei voluto partecipare con mozioni che alcuni mi hanno chiesto di ritirare. Anche qui, per spirito unitario, ho scelto di fare un passo indietro, per tutelare questa unità fatta di percentuali di delegati e candidati premier calati dall'alto».

Così dalla discussione dell'assemblea tenutasi al Regiò sono scomparsi proprio gli ordini del giorno proposti dal circolo cittadino di Si coordinato da Pederzoli. Tuttavia l'ex-coordinatore ribadisce il suo impegno, pur defilato, nello stesso progetto: «Le mie energie – assicura – andranno da semplice militante in questa direzione, con la convinzione che il circolo cittadino avrà un ruolo importante e prezioso nel processo unitario reale, locale. A breve sarà eletto un nuovo coordinatore, al quale darò sicuramente una mano per le attività sul territorio».

Cosimo Pederzoli ha 31 anni e lavora come operatore sociale in un centro d'accoglienza. Fra il 2016 e il 2017 ha trascorso quattro mesi in Palestina come volontario nei Corpi di pace dell'Operazione Colomba promossa dal Centro Giovanni XXIII. Ha operato, inoltre, in un campo profughi in Grecia. Ora non dispera di riprendere queste attività all'estero nell'ambito di progetti a cui sta collaborando. Per discutere della sua successione il circolo cittadino, composto da una trentina di iscritti, è convocato per mercoledì prossimo: «Sono candidati – riferisce Lucia Lusenti, consigliere comunale di Si – due giovani sui trent'anni».



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