«Non ci spacciamo per la polizia abbiamo solo gli stessi colori»
di Ambra Prati
Montecchio, parla il responsabile dell’istituto mantovano che cerca clienti porta a porta in Val d’Enza «Siamo nella legalità, offriamo servizi di vigilanza anche in altre regioni. Nessun equivoco è possibile»
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MONTECCHIO. «È vero che i nostri colori d’istituto possono essere confusi con quelli della polizia municipale, ma solo nella vostra regione. Purtroppo la realtà della polizia locale in Italia non è univoca: in Emilia-Romagna i colori sono blu, in Lombardia dove ha sede la nostra realtà è verde, in Toscana rosso. Questo ingenera qualche problema: la nostra azienda non può adottare dieci colori diversi». La precisazione è di Mirco Bertazzoni, responsabile dell’unità operativa di Mantova dell’istituto di vigilanza Corpo Vigili dell’Ordine Srl.
Il caso era stato sollevato una decina di giorni fa a Montecchio, dove al comando di polizia municipale erano giunte diverse segnalazioni da cittadini che chiedevano lumi su addetti di un istituto di vigilanza privato che battevano la Val d’Enza, per proporre porta a porta, non solo alle imprese ma anche alle abitazioni private, dei contratti per rinforzare il livello di sicurezza.
Nulla di male, se non fosse che la società utilizza una macchina con colori d’istituto uguali a quelli della polizia municipale (bianchi e azzurri), un simbolo sul cofano e un nome (vigili) che potrebbe trarre in inganno soprattutto i pensionati. Tanto che la comandante di polizia municipale Val d’Enza, Cristina Caggiati, era intervenuta per precisare che non si tratta di una truffa: «La società è in regola e agisce legalmente. Il nostro nome non è più vigili dal 1986 e le nostre pattuglie hanno un simbolo e dei colori diversi. Non vorrei mai che si pensasse che noi agenti di polizia municipale, che siamo pubblici ufficiali, chiedessimo soldi per fare il nostro lavoro. Non è così».
Adesso, alla luce di altre segnalazioni di cittadini che hanno riferito di addetti che «passano di casa in casa offrendo contratti di controllo a 30 euro al mese, con lo slogan di un euro al giorno», l’istituto fornisce la sua versione.
«Ho apprezzato le parole del comandante, tese a fare chiarezza – ha affermato Bertazzoni –. Normalmente per ampliare la zona di presenza si esce nell’area commerciale prescelta con i colori d’istituto, depositati alle autorità competenti, nel nostro caso sono bianco e blu: nessun equivoco possibile in Lombardia, in Emilia forse sì. Lo scopo è allargare il giro d’affari: la nostra azienda è attiva da Milano ad Ancona ed è forte soprattutto in Lombardia. La sede di Mantova si occupa di Mantova, Parma, Reggio, Modena e Verona».
E il porta a porta, anche presso i privati, è una modalità abituale che l’istituto adotta per farsi conoscere: «Anche i nostri concorrenti possono farlo: anni fa la pratica era sconosciuta, ma ora, con l’incremento della microcriminalità, lavoriamo per Comuni, Unioni dei Comuni, interi quartieri e singole abitazioni». Sullo slogan un euro al giorno? «Questo va chiesto al responsabile dell’area commerciale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il caso era stato sollevato una decina di giorni fa a Montecchio, dove al comando di polizia municipale erano giunte diverse segnalazioni da cittadini che chiedevano lumi su addetti di un istituto di vigilanza privato che battevano la Val d’Enza, per proporre porta a porta, non solo alle imprese ma anche alle abitazioni private, dei contratti per rinforzare il livello di sicurezza.
Nulla di male, se non fosse che la società utilizza una macchina con colori d’istituto uguali a quelli della polizia municipale (bianchi e azzurri), un simbolo sul cofano e un nome (vigili) che potrebbe trarre in inganno soprattutto i pensionati. Tanto che la comandante di polizia municipale Val d’Enza, Cristina Caggiati, era intervenuta per precisare che non si tratta di una truffa: «La società è in regola e agisce legalmente. Il nostro nome non è più vigili dal 1986 e le nostre pattuglie hanno un simbolo e dei colori diversi. Non vorrei mai che si pensasse che noi agenti di polizia municipale, che siamo pubblici ufficiali, chiedessimo soldi per fare il nostro lavoro. Non è così».
Adesso, alla luce di altre segnalazioni di cittadini che hanno riferito di addetti che «passano di casa in casa offrendo contratti di controllo a 30 euro al mese, con lo slogan di un euro al giorno», l’istituto fornisce la sua versione.
«Ho apprezzato le parole del comandante, tese a fare chiarezza – ha affermato Bertazzoni –. Normalmente per ampliare la zona di presenza si esce nell’area commerciale prescelta con i colori d’istituto, depositati alle autorità competenti, nel nostro caso sono bianco e blu: nessun equivoco possibile in Lombardia, in Emilia forse sì. Lo scopo è allargare il giro d’affari: la nostra azienda è attiva da Milano ad Ancona ed è forte soprattutto in Lombardia. La sede di Mantova si occupa di Mantova, Parma, Reggio, Modena e Verona».
E il porta a porta, anche presso i privati, è una modalità abituale che l’istituto adotta per farsi conoscere: «Anche i nostri concorrenti possono farlo: anni fa la pratica era sconosciuta, ma ora, con l’incremento della microcriminalità, lavoriamo per Comuni, Unioni dei Comuni, interi quartieri e singole abitazioni». Sullo slogan un euro al giorno? «Questo va chiesto al responsabile dell’area commerciale».
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