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«Noi, più innovativi anche di Calatrava»

«Noi, più innovativi anche di Calatrava»

La provocazione di Cairepro: «La nostra opera è più bella»

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REGGIO EMILIA . I settant’anni della Cooperativa architetti e ingegneri di Reggio Emilia sono l’occasione per rovistare negli archivi e mettere a confronto un progetto avveniristico di cinquant’anni fa con quello del Politecnico, presentato lo scorso 20 settembre da Santiago Calatrava all’estasiata platea degli imprenditori di Unindustria riuniti nel teatro Valli, e bocciato dalla Regione.

Un plastico risalente al 1969, mai tradotto in cemento e mattoni, anticipa in maniera impressionante il profilo ogivale della sede universitaria disegnata dall’architetto valenciano. E, sulla pagina Facebook di Cairepro, gli utenti si trovano davanti le fotografie dei due bozzetti, quello degli architetti reggiani e quello dell’archistar spagnolo, con una valutazione provocatoria: «Ma Calatrava chi è? Confrontate il progetto del Politecnico di Reggio Emilia, proposto dall’archistar (che non si farà mai) con il nostro progetto di cinquant'anni fa per il concorso del mercato ortofrutticolo di Modena (anche questo non si è fatto). Tecnologie a parte (da una parte rendering supertecnologici, dall’altra un artigianalissimo plastico), non è molto più bello il nostro?».

In effetti, anche il profano può ammirare l’ardire con cui Caire immaginò un originale complesso architettonico curvilineo in un’epoca in cui gli angoli retti erano la regola quasi indiscussa. Si può ritenere che se ne pensasse la realizzabilità con i materiali tradizionali, mentre Calatrava fa un uso sistematico dell’acciaio, del vetro e di elementi tecnologici. I commenti dei visitatori del sito sono lusinghieri per la cooperativa reggiana. C’è chi dice che Calatrava è sopravvalutato, contrapponendogli Renzo Piano, chi lo trova «stomachevole per gli edifici» pur apprezzandolo per i ponti e le stazioni. Mauro Moroni lo liquida come una «boriosa e costosa nullità», anteponendoli i «professionisti della progettazione» di Caire. Armanda Sollazzo, invece, ritiene bellissima la stazione della Tav, esaltandone la «leggerezza e monumentalità combinate insieme».

Paolo Genta, presidente di Caire, condivide l’apprezzamento di Calatrava, accentuando così l’asserita superiorità del bozzetto della cooperativa. «La stazione Tav – dice – è un capolavoro. Il ponte centrale si distingue per l’originalità degli stralli a raggiera. Il Politecnico è bellissimo, benché a Reggio sia fuori scala. L’archistar emerge per la capacità di fondere l’architettura con la struttura, la parte creativa con quella tecnica, come noi abbiamo sempre fatto. La sua proposta è una provocazione stimolante e opportuna. In questo momento in cui prevalgono le preoccupazioni economiche abbiamo bisogno di volare alto».

Luciano Salsi

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