Tenta di violentare la figlia e abusa della vicina 11enne: orrore in Val d'Enza
di Giuseppe Boi
Condannato a 4 anni e 8 mesi. Prima abusa della piccola dei vicini, qualche giorno dopo tenta di molestare la propria bimba
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VAL D’ENZA. Violenza sessuale e tentato abuso su due undicenni. Una vicenda orribile e terribile cui si aggiunge l’aggravante che una delle due vittime era la figlioletta. Una mostruosità che non viene cancellata, anzi è resa ancora più pesante dal fatto che l’orco era in totale stato d’ebrezza. Il tribunale di Reggio Emilia lo ha condannato a 4 anni e 8 mesi in primo grado.
La violenza nei confronti delle due minori è avvenuta nel 2014 in un paese della Val d’Enza che non indichiamo per tutelare le due piccole vittime. L’uomo, un 54enne, in preda all’alcol ha perso il controllo di sé e si è lasciato andare ai più beceri istinti in due diverse occasioni.
La prima vittima delle sue attenzioni sessuali è stata la figlia di una vicina di casa. Qualche giorno dopo l’orco è ricomparso e ha tentato di abusare della propria figlia. Una violenza che, come emerso durante il processo, non si è realizzata solo perché il 54enne era così ubriaco da non poter portare a termine l’atto sessuale.
A scoprire la violenza è stata la madre della prima vittima. Il giorno del secondo abuso ha sentito l’undicenne lamentarsi. Ha quindi aperto la porta di casa dei vicini e si è trovata davanti l’orribile scena di un padre ubriaco che aveva denudato la figlia e tentava di abusare della piccola.
Una scena terribile, subito denunciata ai carabinieri e ai servizio sociali dell’Unione Val d’Enza. Un dramma che ha assunto una forma ancora più dolorosa quando la vicina di casa ha scoperto che anche la propria figlia era stata abusata dall’orco.
Da qui l’arresto, l’allontanamento dell’uomo dalla casa famigliare, l’affidamento della figlia a una casa famiglia e il processo terminato ieri.
Il collegio composto dai giudici dai giudici Alessandra Cardarelli, Luca Ramponi e Simone Medioli Devoto (il pm del caso era Stefania Pigozzi) hanno condannato il 54enne a quattro anni e otto mesi di carcere. Una pena che ha fatto storcere il naso ai parenti delle due vittime e ai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza che ha affiancato la famiglia nel processo, avvalendosi della consulenza legale di Marco Scarpati dello Studio associato Grisendi-Ognibene-Scarpati.
«Non commento mai le pene decise dai giudici – spiega l’avvocato –. Come legale di parte civile non posso che sottolineare come nel procedimento sia emersa l’assoluta credibilità del racconto fatto dalle due bambine. Nessuno ha messo in dubbio la loro testimonianza. Nessuno ha negato il dolore delle due vittime e ha posto dubbi sulla violenza perpetrata ai loro danni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La violenza nei confronti delle due minori è avvenuta nel 2014 in un paese della Val d’Enza che non indichiamo per tutelare le due piccole vittime. L’uomo, un 54enne, in preda all’alcol ha perso il controllo di sé e si è lasciato andare ai più beceri istinti in due diverse occasioni.
La prima vittima delle sue attenzioni sessuali è stata la figlia di una vicina di casa. Qualche giorno dopo l’orco è ricomparso e ha tentato di abusare della propria figlia. Una violenza che, come emerso durante il processo, non si è realizzata solo perché il 54enne era così ubriaco da non poter portare a termine l’atto sessuale.
A scoprire la violenza è stata la madre della prima vittima. Il giorno del secondo abuso ha sentito l’undicenne lamentarsi. Ha quindi aperto la porta di casa dei vicini e si è trovata davanti l’orribile scena di un padre ubriaco che aveva denudato la figlia e tentava di abusare della piccola.
Una scena terribile, subito denunciata ai carabinieri e ai servizio sociali dell’Unione Val d’Enza. Un dramma che ha assunto una forma ancora più dolorosa quando la vicina di casa ha scoperto che anche la propria figlia era stata abusata dall’orco.
Da qui l’arresto, l’allontanamento dell’uomo dalla casa famigliare, l’affidamento della figlia a una casa famiglia e il processo terminato ieri.
Il collegio composto dai giudici dai giudici Alessandra Cardarelli, Luca Ramponi e Simone Medioli Devoto (il pm del caso era Stefania Pigozzi) hanno condannato il 54enne a quattro anni e otto mesi di carcere. Una pena che ha fatto storcere il naso ai parenti delle due vittime e ai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza che ha affiancato la famiglia nel processo, avvalendosi della consulenza legale di Marco Scarpati dello Studio associato Grisendi-Ognibene-Scarpati.
«Non commento mai le pene decise dai giudici – spiega l’avvocato –. Come legale di parte civile non posso che sottolineare come nel procedimento sia emersa l’assoluta credibilità del racconto fatto dalle due bambine. Nessuno ha messo in dubbio la loro testimonianza. Nessuno ha negato il dolore delle due vittime e ha posto dubbi sulla violenza perpetrata ai loro danni».
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