Riforniscono detenuto di eroina: presi
di Andrea Vaccari
Luzzara, i carabinieri sequestrano due etti di droga e arrestano due pakistani a casa di un connazionale ai domiciliari
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LUZZARA. Era agli arresti domiciliari da giugno ma nonostante la misura restrittiva che gli era stata imposta continuava a essere fornito di eroina, che gli veniva portata a casa da due connazionali. I carabinieri di Luzzara hanno però scoperto il suo “giro” e hanno così denunciato il 33enne pakistano Sultan Mehmood, finito ai domiciliari nei mesi scorsi a seguito della morte di Muhammad Asghar, il corriere di stupefacenti trovato, alla vigilia del Natale del 2015, nudo e riverso in terra in una strada delle campagne della bassa reggiana e morto dopo alcune ore all’ospedale di Reggio Emilia. La morte fu ricondotta, - grazie alle indagini dei carabinieri coordinate dal sostituto procuratore Giacomo Forte - a due connazionali arrestati il 12 giugno 2016 per omicidio e traffico di stupefacenti. I successivi approfondimenti hanno poi collegato Mehmood ai due imputati, con i quali il 33enne era in contatto per rifornirsi dell’eroina che poi rivendeva in tutta la Bassa, sia Reggiana che mantovana.
I suoi due fornitori sono stati invece arrestati: con l’accusa di concorso in spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti sono finiti in manette i cittadini pakistani Hassan Muhammad di 22 anni e Nadeem Munir di 33, entrambi residenti a Reggio Emilia, il primo in via Col di Lana e il secondo in Via Turri. Complessivamente sono stati sequestrati due etti di eroina.
Il blitz dei carabinieri luzzaresi è scattato lunedì mattina presso l’abitazione di Mehmood per sottoporlo ai normali controlli.
Al loro arrivo i carabinieri si sono accorti di una Fiat Punto nascosta dietro una siepe del cortile dell’abitazione del detenuto, al quale hanno domandato se vi fossero in casa altre persone: l’uomo ha spiegato che c’era soltanto un amico che gli aveva portato la spesa, ma in realtà con lui c’era un altro pakistano. Insospettiti, i militari - coadiuvati dai colleghi del Nucleo operativo e da quelli di Novellara - hanno perquisito la casa trovando, nascosti dietro a un termosifone, alcuni ovuli contenenti 70 grammi di eroina risultati essere appena stati consegnati al 33enne dai due arrestati. La perquisizione si è quindi estesa alle abitazioni dei due pakistani a Reggio: quella del 22enne è risultata “pulita” mentre nell’abitazione di Via Turri occupata da Munir i carabinieri hanno rinvenuto due ovuli contenenti eroina del peso di mezzo etto l’uno - nascosti all’interno di un giubbotto grigio - oltre ad altri 20 grammi nascosti in un cassetto. L’operazione si è conclusa con l’arresto dei due pakistani, che ora si trovano in carcere a Reggio, a disposizione della procura del tribunale. Titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Giacomo Forte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I suoi due fornitori sono stati invece arrestati: con l’accusa di concorso in spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti sono finiti in manette i cittadini pakistani Hassan Muhammad di 22 anni e Nadeem Munir di 33, entrambi residenti a Reggio Emilia, il primo in via Col di Lana e il secondo in Via Turri. Complessivamente sono stati sequestrati due etti di eroina.
Il blitz dei carabinieri luzzaresi è scattato lunedì mattina presso l’abitazione di Mehmood per sottoporlo ai normali controlli.
Al loro arrivo i carabinieri si sono accorti di una Fiat Punto nascosta dietro una siepe del cortile dell’abitazione del detenuto, al quale hanno domandato se vi fossero in casa altre persone: l’uomo ha spiegato che c’era soltanto un amico che gli aveva portato la spesa, ma in realtà con lui c’era un altro pakistano. Insospettiti, i militari - coadiuvati dai colleghi del Nucleo operativo e da quelli di Novellara - hanno perquisito la casa trovando, nascosti dietro a un termosifone, alcuni ovuli contenenti 70 grammi di eroina risultati essere appena stati consegnati al 33enne dai due arrestati. La perquisizione si è quindi estesa alle abitazioni dei due pakistani a Reggio: quella del 22enne è risultata “pulita” mentre nell’abitazione di Via Turri occupata da Munir i carabinieri hanno rinvenuto due ovuli contenenti eroina del peso di mezzo etto l’uno - nascosti all’interno di un giubbotto grigio - oltre ad altri 20 grammi nascosti in un cassetto. L’operazione si è conclusa con l’arresto dei due pakistani, che ora si trovano in carcere a Reggio, a disposizione della procura del tribunale. Titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Giacomo Forte.
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