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«Sì alla fusione ma niente campanilismi»

«Sì alla fusione ma niente campanilismi»

Il presidente della Camera di commercio: «Siamo pronti alla casa comune con Parma e Piacenza»

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REGGIO EMILIA . La Giornata dell’Economia Reggiana promossa dalla Camera di Commercio per parlare della situazione reggiana è stata aperta dal presidente Stefano Landi con un preciso riferimento alla ormai prossima fusione con le consorelle di Parma e Piacenza. «Fra pochi mesi – ha detto Landi – saremo in presenza di quella che abbiamo definito la “nuova casa comune” per le imprese e le associazioni di questa parte dell’Emilia, e questa casa dovrà essere confortevole, accogliente, funzionale. Ciò dipenderà in larga parte dalle associazioni d’impresa. Perché i miglioramenti che abbiamo registrato in questi mesi hanno bisogno di essere sostenuti con azioni coerenti alle attese di un tessuto locale le cui peculiarità, a breve, cammineranno insieme a quelle di altri territori e staranno in capo ad un unico ente. Dovremo lavorare con lo stesso senso di responsabilità e la stessa coesione sulle quali in questi anni è stato costruito lo straordinario investimento che la Camera di Commercio è riuscita a realizzare malgrado quella che probabilmente è stata la crisi più profonda che abbia colpito l’economia e il tessuto sociale del nostro Paese. La Camera di Commercio dell’Emilia sarà il nuovo punto di riferimento per un’area che si estende su una superficie di 8.325 chilometri quadrati e con un complesso di imprese che sarà quasi il triplo di quelle presenti oggi in territorio reggiano».

Quando sarà operativa – si prevede in aprile-maggio - la nuova Camera di commercio delle tre province sarà la più grande della Regione con 160mila imprese, la settima in Italia. Già fatta la scelta della sede centrale, Parma, policentrica per la sua collocazione, ma confermati gli uffici decentrati di Reggio e Piacenza. Il Commissario della segreteria reggiana è stato incaricato di costruire la nuova futura realtà interprovinciale.

Operazioni simili richiedono ovviamente la cancellazione di storiche rivalità di campanile ed una visione organizzativa tale da non intralciare le specificità dei singoli territori. Le funzioni e le risorse del nuovo ente sono già state definite dal Governo. Ma come esercitare quelle funzioni, come utilizzare le risorse, le modalità e la qualità delle relazioni con le imprese e il territorio appartengono a quell’area di responsabilità, di lettura dei bisogni e di capacità di risposta che sta in capo alle organizzazioni. (l.v.)



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