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«Bastardi, bastardi!» poi gli spari

«Bastardi, bastardi!» poi gli spari

L’urlo di rabbia di Citro, sentito dai testimoni, fa sospettare che il killer non fosse solo

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REGGIOLO. C’è un particolare non indifferente che emerge dalle testimonianze sull’omicidio a Villanova del 31enne Francesco Citro.

Nella notte di una settimana fa, lungo le scale della palazzina di via Papa Giovanni XXIII, è risuonato un urlo agghiacciante «Bastardi, bastardi!». Poi gli spari con la pistola calibro nove. La voce strozzata dai colpi di pistola è quella di Francesco, come ha sentito chi vive lì e mai si sarebbe aspettato una vicenda terribile come quella maturata nel giro di tre ore: intorno alle 20 il rogo doloso all’auto della moglie di Citro (ma usata abitualmente dal marito) e alle 23 il delitto. Quell’urlo pieno di rabbia – all’altezza del ballatoio che divide le due rampe di scale – può essere rivelatore della presenza di qualcun altro assieme al killer. Un’esclamazione disperata che innesca altri interrogativi. Citro conosceva chi gli ha sparato? Aveva forse capito chi aveva appiccato il fuoco alla macchina davanti al garage e non ha esitato ad uscire dall’appartamento quando la persona armata ha esploso diversi colpi contro la sua porta? E ancora: l’auto in fiamme e quegli spari alla porta dell’abitazione dovevano essere “solo” degli avvertimenti, oppure sono state altrettante trappole per uccidere l’autista a tutti i costi quella notte? I carabinieri del Ris hanno scandagliato a fondo – martedì – la scena del crimine a caccia di tracce dell’assassino: impronte, sudore, saliva, ma anche le macchie di sangue ancora evidenti verranno analizzate per capire se appartengono a qualcun altro (il killer potrebbe essersi ferito), oltre che alla vittima. Ma sono al vaglio degli esperti pure le tracce non biologiche, come del resto le traiettorie degli spari per dare un’altezza a chi ha sparato. Da tabulati e filmati delle telecamere potrebbero giungere altri spunti per il pm Valentina Salvi, ora affiancata dall’Antimafia di Bologna nell’inchiesta.

Tiziano Soresina

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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