In un colpo quattro mostre, fuori Reggio Emilia chi lo sa?
Da Kandinsky-Cage alle Reggiane, da On The Road ad Alberto Manfredi Le iniziative ci sono ma danzano da sole, a mancare è il coordinamento
Ognuna delle quattro mostre balla da sola. Cioè, sebbene siano promosse e pubblicizzate non godono di un tessuto connettivo “da esportazione”. La fondazione di Palazzo Magnani che è stata designata dal sindaco Luca Vecchi a creare e confezionare l’abito culturale di Reggio Emilia mette il timbro su ognuna delle manifestazioni, con bella grafica e totalità di informazioni. Ma manca il salto: la costruzione di un contenitore e di un veicolo che in un sol colpo lanci anche la città, attraverso la larga dote di esposizioni. Certo, immaginiamo che i visitatori ci saranno, che gli afflussi saranno notevoli e i bilanci consuntivi assai buoni. Ciononostante manca il salto oltre l’indipendenza degli allestimenti l’uno dall’altro, e il tam tam confinario reggiano.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.16178785:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16178785:1652288700/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Queste le quattro mostre a cui facciamo riferimento per questa inchiesta:
1. Kandinsky –>Cage - Musica e Spirituale nell’Arte, a cura di Martina Mazzotta. È stata inaugurata l’11 novembre e chiuderà il 25 febbraio. È allestita a Palazzo Magnani (ingresso a pagamento).
2. Reggiane. Archivio Storico capitolo 2 – Il caso Reggiane, a cura della Biblioteca comunale Panizzi con Istoreco. È stata aperta il 18 novembre e sarà possibile visitarla sino al 18 marzo. La sede principale è allo Spazio Gerra e sono in programma eventi al Tecnopolo e all’Università (ingresso gratuito).
3. On The Road. Via Emilia 187 a.C.-2017, a cura di Luigi Malnati, Roberto Macellari, Italo Rota. È visibile dal 25 novembre 2017 e resterà allestita fino al 1° luglio 2018. Tre le sedi espositive: nei Musei Civici, a Palazzo Spalletti Trivelli (sede del gruppo bancario Credem) e al Museo Diocesano (ingresso a pagamento).
4. Alberto Manfredi. dipinti 1953-2000 La Collezione Giacomo Riva, a cura di Sandro Parmiggiani. È una veterana, essendo stata inaugurata il 14 ottobre 2017. Chiuderà il 14 gennaio. Ospitata in Palazzo da Mosto ha ingresso a pagamento.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.16178788:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16178788:1652288700/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Stagione culturale reggiana florida, quindi. E immaginiamo la soddisfazione degli organizzatori e degli amministratori. Si tratta di quattro fatti concreti e fruttuosi per infrangere il luogo comune che dipinge Reggio distratta o marginale rispetto alle proposte espositive, anche per scelta politica o tradizione. Quel che manca - inspiegabilmente, ma lo chiederemo ai responsabili - è la connessione promozionale fra gli eventi. Cioè l’utilizzo dell’opportunità: perchè non è stato immaginato e realizzato un pacchetto totale, appunto un “Reggio in Inverno” per spaccare l’immagine obsoleta (interna ed esterna)? Perché queste mostre, al di là della propaganda classica e digitale, non sono veicolate da alcune formule elementari e necessarie: biglietto unico con promozioni enogastronomiche annesse; presentazione delle iniziative oltre il perimetro ovvio, cioè a Bologna e Milano? La cabina di regia, che è appunto la Fondazione di Palazzo Magnani, propone le quattro esposizioni sul suo sito inquadrandole in"Mostre Category” . Bene. Va compreso se le gestioni - certamente autonome e in un caso di tipo privato - potevano essere collegate. Anzi, se c’è l’intenzione (perché l’occasione in corso è andata) di tentare la sfida del pacchetto, del coordinamento, che oltrepassa la politica e chiama in causa gli specialisti, gli intellettuali. Così l’inchiesta della Gazzetta va a cominciare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA+
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
