Rubiera
Incontro con l’agente di scorta di Falcone
RUBIERA. Arriva a Rubiera Angelo Corbo, l’agente di scorta di Giovanni Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci. Corbo sarà il protagonista di un incontro pubblico in programma stasera nella sala...
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RUBIERA. Arriva a Rubiera Angelo Corbo, l’agente di scorta di Giovanni Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci.
Corbo sarà il protagonista di un incontro pubblico in programma stasera nella sala del consiglio comunale rubierese. Alle 21 presenterà il suo libro “Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze”, uscito nel 2016. Il 23 maggio 1992 Corbo era il più giovane degli uomini di scorta di Falcone e viaggiava nella macchina che seguiva il giudice, seduto dietro, incaricato di controllare il lato posteriore. I tre uomini della sua auto riportarono gravi ferite, ma sopravvissero: con lui c’erano Gaspare Cervello e Paolo Capuzza. Rimase vivo anche l’autista giudiziario Giuseppe Costanza, che si trovava seduto dietro, nella automobile guidata proprio da Falcone. Oltre al magistrato e alla moglie Francesca Morvillo morirono i tre agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Corbo è testimone di quanto avvenuto quel giorno. Benché ferito riuscì subito ad uscire dall’auto e assistette a uno strano valzer. «Ombre e ipotesi - si legge nella descrizione del libro - aumentano per la scomparsa del rullino sottratto al primo soccorritore da due “agenti di Polizia”. Sorprende la celerità con cui sono giunti sul luogo dell’attentato e in possesso di un documento utile alle indagini e non lo consegnano agli investigatori. I mafiosi autori della strage e i complici fuggono dopo il terribile boato, come ci ricordano i pentiti, e quindi occorre cercare in altre direzioni per dare un volto ai due e tornano in mente le parole del pentito Gioacchino La Barbera, che vi erano uomini estranei alla mafia nei preparativi all'attentato. Qualcuno che era sul luogo e cercava qualcosa fra le rovine dell'esplosione e non gradiva essere ripreso». (adr.ar.)
Corbo sarà il protagonista di un incontro pubblico in programma stasera nella sala del consiglio comunale rubierese. Alle 21 presenterà il suo libro “Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze”, uscito nel 2016. Il 23 maggio 1992 Corbo era il più giovane degli uomini di scorta di Falcone e viaggiava nella macchina che seguiva il giudice, seduto dietro, incaricato di controllare il lato posteriore. I tre uomini della sua auto riportarono gravi ferite, ma sopravvissero: con lui c’erano Gaspare Cervello e Paolo Capuzza. Rimase vivo anche l’autista giudiziario Giuseppe Costanza, che si trovava seduto dietro, nella automobile guidata proprio da Falcone. Oltre al magistrato e alla moglie Francesca Morvillo morirono i tre agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Corbo è testimone di quanto avvenuto quel giorno. Benché ferito riuscì subito ad uscire dall’auto e assistette a uno strano valzer. «Ombre e ipotesi - si legge nella descrizione del libro - aumentano per la scomparsa del rullino sottratto al primo soccorritore da due “agenti di Polizia”. Sorprende la celerità con cui sono giunti sul luogo dell’attentato e in possesso di un documento utile alle indagini e non lo consegnano agli investigatori. I mafiosi autori della strage e i complici fuggono dopo il terribile boato, come ci ricordano i pentiti, e quindi occorre cercare in altre direzioni per dare un volto ai due e tornano in mente le parole del pentito Gioacchino La Barbera, che vi erano uomini estranei alla mafia nei preparativi all'attentato. Qualcuno che era sul luogo e cercava qualcosa fra le rovine dell'esplosione e non gradiva essere ripreso». (adr.ar.)
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