Latitante da un anno, è bloccato a Reggio
Incastrato dalla polizia in un controllo stradale: sul 32enne pende un mandato di cattura europeo per una decina di furti
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REGGIO EMILIA. Un ladro seriale in fuga dalla Francia e su cui pende da quasi un anno una sentenza di condanna a 5 anni di reclusione. Una sorta di “fantasma” che però – da quanto “filtra” – si è materializzato martedì mattina nella nostra città, intorno a mezzogiorno, davanti ad una volante della polizia.
Il ricercato sarebbe, infatti, incappato in un controllo stradale e gli agenti avrebbero ben presto capito che sulla persona identificata gravava da tempo un mandato di cattura europeo.
È così finito in carcere alla Pulce l’albanese 32enne Vladimir Rrikla che per l’autorità giudiziaria transalpina ha commesso una decina di furti fra l’agosto e l’ottobre di tre anni fa. E nel gennaio di quest’anno ha subìto una condanna in Francia. Ma da quel momento è sparito. Un personaggio a dir poco misterioso, perché sarebbe entrato in Italia tramite un visto, per poi trovare una sistemazione a Reggio, anche se non è escluso che abbia fatto “tappe” intermedie prima di approdare in Emilia. Un uomo con delle disponibilità economiche, visto che non solo girava in macchina (l’auto è stata ora sequestrata dalla polizia), ma è stato anche trovato in possesso di circa diecimila franchi svizzeri e sui tremila euro (soldi in contanti frutto dei raid nelle abitazioni transalpine?).
Non si sa da quanto tempo fosse a Reggio e nemmeno il perché abbia scelto la nostra città per vivere da latitante.
Questa mattina, come previsto dalle norme, comparirà in Corte d’appello a Bologna dove sarà interrogato. In ballo c’è l’estradizione in terra francese per poi espiarvi la pena.
Il 32enne – che ora si trova nel carcere della Pulce – ha nominato l’avvocato Federico De Belvis come difensore di fiducia. Il legale reggiano – contattato ieri in serata dalla Gazzetta – non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito alla vicenda che ha decisamente ancora parecchi lati oscuri. (t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il ricercato sarebbe, infatti, incappato in un controllo stradale e gli agenti avrebbero ben presto capito che sulla persona identificata gravava da tempo un mandato di cattura europeo.
È così finito in carcere alla Pulce l’albanese 32enne Vladimir Rrikla che per l’autorità giudiziaria transalpina ha commesso una decina di furti fra l’agosto e l’ottobre di tre anni fa. E nel gennaio di quest’anno ha subìto una condanna in Francia. Ma da quel momento è sparito. Un personaggio a dir poco misterioso, perché sarebbe entrato in Italia tramite un visto, per poi trovare una sistemazione a Reggio, anche se non è escluso che abbia fatto “tappe” intermedie prima di approdare in Emilia. Un uomo con delle disponibilità economiche, visto che non solo girava in macchina (l’auto è stata ora sequestrata dalla polizia), ma è stato anche trovato in possesso di circa diecimila franchi svizzeri e sui tremila euro (soldi in contanti frutto dei raid nelle abitazioni transalpine?).
Non si sa da quanto tempo fosse a Reggio e nemmeno il perché abbia scelto la nostra città per vivere da latitante.
Questa mattina, come previsto dalle norme, comparirà in Corte d’appello a Bologna dove sarà interrogato. In ballo c’è l’estradizione in terra francese per poi espiarvi la pena.
Il 32enne – che ora si trova nel carcere della Pulce – ha nominato l’avvocato Federico De Belvis come difensore di fiducia. Il legale reggiano – contattato ieri in serata dalla Gazzetta – non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito alla vicenda che ha decisamente ancora parecchi lati oscuri. (t.s.)
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