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Bezzecchi: «Ci manca la riconoscibilità»

Bezzecchi: «Ci manca la riconoscibilità»

Il presidente del Consorzio aceto balsamico tradizionale: «Evidentemente non sappiamo comunicare» 

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REGGIOEMILIA. «Quando faccio serate di degustazione all’estero (quest’anno in Sud Corea, Giappone, quattro volte negli Usa), giro con la cartina geografica: Reggio è qui». Andrea Bezzecchi è titolare dell’acetaia San Giacomo di Novellara e presidente del consorzio aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia. La sua attività è spesso meta di comitive di stranieri, per il 70% americani, oltre che europei. «Di solito l’acetaia viene inserita all’interno di un itinerario più ampio, come il classico tour a Parma per il culatello, da noi e poi a Modena per il museo Ferrari – spiega Bezzecchi –. Arrivano pullman di inglesi e tedeschi, ma anche ma anche da Israele e Giappone, oltre ai piccoli gruppi di appassionati che sono quelli che io preferisco».

Bezzecchi è attivo dal 2000 e ricorda: «Tante riunioni che partivano dai massimi sistemi, ma Reggio come destinazione turistica non è mai davvero decollata: non c’è stato il boom di riconoscibilità come, ad esempio, per gli asili più belli del mondo. Evidentemente non sappiamo comunicare. Ad esempio quando parlo di balsamico Dop ad operatori del settore che sanno che cos’è il prodotto, dicono “balsamico tradizionale di Modena e balsamico dell’Emilia-Romagna”: Reggio non viene considerata. Lo constato piangendo».

Bezzecchi afferma di non poter entrare nel merito o nel demerito della politica. «La Regione Emilia-Romagna ha fatto passi importanti per la promozione del territorio, qualche miglioramento lo abbiamo notato. Ma il marchio Reggio, la riconoscibilità immediata della città, come possono vantare Modena e Parma, ancora non c’è. Forse meta turistica non lo diventeremo mai, ma a mio avviso occorre puntare alla riconoscibilità. (am.p.)

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