Gli inquirenti avevano preso in considerazione tre ipotesi
Ieri il comandante provinciale dei carabinieri Antonino Buda, annunciando il fermo del presunto assassino, ha voluto rassicurare i reggiolesi e gli amministratori, sottolineando che questo «gesto...
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Ieri il comandante provinciale dei carabinieri Antonino Buda, annunciando il fermo del presunto assassino, ha voluto rassicurare i reggiolesi e gli amministratori, sottolineando che questo «gesto feroce non riguarda l’intera popolazione», nel senso che non è maturato in un contesto mafioso, ma privato (cosa che naturalmente non lo rende meno violento).
L’ufficiale ha sottolineato che il delitto è stato il tragico epilogo «di una situazione di conflittualità interpersonale».
Il colonnello ha ricordato che tutti i giorni i suoi uomini intervengono per sedare dissidi familiari o tra vicini.
Fin dalle prime battute gli inquirenti non hanno escluso la pista della criminalità organizzata, come dimostra l’intervento della Dda di Bologna, che poi ha delegato il pm Valentina Salvi. Ma questa ipotesi, ha spiegato ieri il colonnello Antonio Buda, ha subito perso consistenza per due motivi principali: il profilo della vittima e della sua famiglia, persone perbene, e le modalità dell’azione criminale (prima il rogo e tre ore dopo il delitto).
Complessivamente gli inquirenti hanno considerato due ipotesi, con una terza ritenuta meno probabile.
L’ufficiale ha sottolineato che il delitto è stato il tragico epilogo «di una situazione di conflittualità interpersonale».
Il colonnello ha ricordato che tutti i giorni i suoi uomini intervengono per sedare dissidi familiari o tra vicini.
Fin dalle prime battute gli inquirenti non hanno escluso la pista della criminalità organizzata, come dimostra l’intervento della Dda di Bologna, che poi ha delegato il pm Valentina Salvi. Ma questa ipotesi, ha spiegato ieri il colonnello Antonio Buda, ha subito perso consistenza per due motivi principali: il profilo della vittima e della sua famiglia, persone perbene, e le modalità dell’azione criminale (prima il rogo e tre ore dopo il delitto).
Complessivamente gli inquirenti hanno considerato due ipotesi, con una terza ritenuta meno probabile.
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