Gazzetta di Reggio

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Incarichi, ispezione in municipio

di Enrico Lorenzo Tidona
Incarichi, ispezione in municipio

Il ministero contesta alcune nomine e alcuni incentivi ma il comune ha 120 giorni per ribattere

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REGGIO EMILIA. Scorretta applicazione di alcuni incentivi ai dipendenti, dubbi sulle procedure di reclutamento di alcuni dirigenti di nomina anche fiduciaria del sindaco oltre a contestazioni sulla interpretazione di diverse norme e regolamenti. È il focus - di un complesso sottobosco che parla in burocratese - contenuto nelle cento pagine di verbali redatte dagli ispettori del ministero dell’Economia e delle Finanze, che hanno effettuato nel marzo scorso accertamenti in Comune a Reggio Emilia.

Si tratta di esiti non definitivi perché l’ente deve controdedurre entro 120 giorni (ne restano 90) spiegando le proprie scelte considerate errate quando anche illegittime. L’ispezione è stata materialmente effettuata il marzo scorso dalla Ragioneria generale dello Stato. I rilievi sono di vario grado. Prima di tutto sono metodologici e riguardano i tempi di stipulazione dei «contratti decentrati integrativi» e alcune «scelte organizzative». Per gli ispettori «si ritiene che, per buona parte, si sovrappongano all’esercizio di discrezionalità amministrativa locale». Ci sono poi rilievi «aritmetici». C’è un errore risalente al 2004 relativo al calcolo del monte salari, preso poi a riferimento per la determinazione degli ammontari del salario premiale dei dipendenti. C’è quindi una scorretta applicazione di taluni metodi di incentivo. Su questo il Comune sarebbe già corso ai ripari. «La questione è se il regolamento, nell’individuare le figure professionali non tecniche da premiare con l’incentivo, abbia mantenuto quella stretta correlazione funzionale tra attività amministrative e compiti delle figure tecniche espressamente elencate dalla norma». Concetti tecnici, che però possono prevedere anche eventuali restituzioni da parte di chi può aver percepito più del dovuto. «Sicuramente sono indebite le erogazioni a favore del gruppo di supporto amministrativo del dirigente in quanto tale, dacché in ogni caso sono inevitabili solo le attività dei collaboratori delle figure indicate espressamente» scrivono gli ispettori nel lungo verbale.

Poi restano altri rilievi legati, ad esempio, al reclutamento dei dirigenti a tempo determinato.

«L’amministrazione comunque ha impostato le proprie strategie in materia, nella vigenza di un contesto legislativo più elastico di quello attuale» scrivono i dirigenti del Comune. Un modo per dire che quando sono contestate vicende legate al reclutamento, i rilievi riguardano solo una divergenza nelle interpretazioni.

Gli ispettori, a ben leggere, contestano proprio alcune procedure di reclutamento: per alcuni posti da dirigente veniva assegnato un punteggio considerato troppo alto a chi aveva avuto precedenti esperienze di pari ruolo, ancorando alcune persone al posto che di volta in volta doveva essere rinnovato.

C’è poi un faro acceso sul conferimento degli incarichi esterni. Gli ispettori si basano peraltro sulla delibera del 2016 della Corte di Conti dell’Emilia-Romagna che aveva per oggetti i rendiconti del 2012 e del 2013, che aveva accertato il conferimento di incarichi esterni senza procedura comparativa. L’esame degli ispettori del Mef «ha confermato la violazione suddetta anche negli anni successivi non ancora verificati dalla sezione regionale della Corte dei Conti».

Il segretario comunale Roberto Maria Carbonaro sta preparando le risposte da inviare a Roma.

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