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Reggio Emilia, minacce alla mamma, alla fidanzata e alla suocera: arrestato

Reggio Emilia, minacce alla mamma, alla fidanzata e alla suocera: arrestato

Custodia cautelare in carcere per un 21enne reggiano. "Il prossimo sgarro che mi fai io ti gonfio la faccia", diceva nelle intercettazioni. E ancora: “Stasera vado da tua madre e gli levo la testa dal collo, tu non la rivedi più”

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REGGIO EMILIA. "Il prossimo sgarro che mi fai io ti gonfio la faccia”. E poi: “Stasera vado da tua madre e gli levo la testa dal collo, tu non la rivedi più”. E ancora: "…Eh! Tu mo tu...mo sei andata a raccontare alla Polizia che io ti ho pres…ti ho messo le mani addosso dopo tanti anni che non te le rimettevo, allora devo continuare a metterti le mani addosso a te?”.

Minacce. E ripetuti maltrattamenti. Nei confronti della madre, della fidanzata e della madre della fidanzata. E' l'inquietante quadro emerso nel corso delle intercettazioni nei confronti del 21enne A.M., accusato di stalking, violenza fisica, psicologica e di minacce gravi, per il quale erano già stati disposti l'allontamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento. E verso il quale giovedì sera la squadra mobile ha infine dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Mercoledì 27 novembre, la Mobile reggiana aveva già dato esecuzione alle misure cautelari dell'allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento: il giovane ha così abbandonato la casa dove viveva con la madre, dalla quale doveva stare almeno a 500 metri di distanza.

A richiedere la misura cautelare in carcere, era stata la pm titolare dell'indagine, Maria Rita Pantani. Il 21enne reggiano, nell’ambito di un altro procedimento penale, era già stato colpito dal divieto di avvicinarsi alla madre della ragazza con cui aveva una relazione sentimentale.

Nonostante l'allontamento e il divieto, le minacce tuttavia sono continuate. Verso la madre, aggredita e ingiuriata per aver tentato di fargli comprendere che l’amore significa rispetto, comprensione e dolcezza; verso la madre della fidanzata, la cui colpa è stata quella di cercare di proteggere la figlia; verso la sua stessa fidanzata, che secondo gli inquirenti ancora non si è resa conto di essere una vittima: i due giovani hanno una relazione da cui è nato un figlio.

La ragazza, negli anni, ha negato l’evidenza. Persino i segni sul proprio corpo, frutto della violenta relazione. In occasione del primo compleanno del figlioletto, ad esempio, il 21enne è andato in escandescenza, lanciando urla, spintonando un educatore, sputando contro la macchina della ragazza, che aveva trovato riparo al sicuro, nella comunità dove il piccolo è affidato ai servizi sociali.   

Nel corso dell'indagine, è inoltre emerso che il 21enne sfogava la propria rabbia anche su altre persone: passava a minacciare gli assistenti sociali, le psicologhe, la madre, la “suocera” e, infine,  minacciava genericamente le vittime del suo stalking.

“Di Capodanno io ti garantisco che queste persone qua fanno tutti una brutta fine, tutte, dalla prima all’ultima”, diceva.

Le minacce non si sono fermate e sono diventate sempre più gravi ed esplicite “…Le pistole e vediamo dove arriviamo….come li trovo li uccido, lo sto cercando, li trovo e li ammazzo….visto che lei ha detto che gli ho messo le mani addosso te lo giuro gli levo tutti i denti da bocca gli levo….” E ancora: se le sua fidanzata non rispondeva al telefono, il 21enne si sfogava violentemente, urlando da solo “…è impossibile, non mi hai risposto, ti ho chiamato, non mi hai detto niente, ma che…. io a te ti ammazzo…io a te ti uccido…..ma sta scherzando…”.

La corsa degli inquirenti per tutelare le persone minacciate ma, anche per proteggere da se stesso il giovane, si è conclusa giovedì, quando il Gip alla luce del nuovo inquietante quadro probatorio ha accolto la nuova richiesta di custodia cautelare in carcere proposta del pm Pantani; la Squadra Mobile, quindi, in tarda serata, appena ricevuto il provvedimento, ne ha dato immediata esecuzione traendo in arresto il giovane.

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