Vicini di casa sotto choc «È una cosa incredibile»
Dopo l’omicidio Villanova vive il secondo episodio sconvolgente in 7 giorni Un testimone ricorda che nel 2015 aveva picchiato il figlio della moglie
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REGGIOLO. Dopo una settimana dall’omicidio di Francesco Citro, gli investigatori sono riusciti a chiudere il caso con l’arresto di Giampaolo Dall’Oglio, 63 anni, ritenuto l’autore del delitto (il fermo è in attesa di essere convalidato ma gli inquirenti ritengono di avere in possesso solidi indizi a carico del presunto assassino).
Dall’Oglio abita proprio sotto l’appartamento della vittima insieme alla compagna Barbara Canneto, che è estranea alla condotta del marito.
I residenti che abitano nell’ala che è stata teatro dell’assassinio di Citro, già sconvolti dal brutale delitto del 23 novembre, sono rimasti ulteriormente sconcertati dall’esito delle indagini. Un doppio choc nel giro di pochissimi giorni.
Due lavoratori che stavano scendendo per prendere l’auto nel parcheggio e andare al lavoro, hanno commentato così: «È incredibile. Quest’estate era fuori che fumava una sigaretta e dal suo cortile mi ha salutato col braccio, ma non sapevo nemmeno chi fosse». Un altro condomino racconta che qualche tempo fa Dall’Oglio, durante una furibonda lite aveva picchiato il figlio della propria compagna, che lei aveva avuto da una precedente relazione (vicende che erano poi valse l’arresto al mantovano in quanto gli era stato revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali che aveva ottenuto dopo una condanna per violenze nei confronti della precedente convivente). Dopo quel fatto il minorenne non aveva più vissuto in quella casa.
Per la comunità reggiolese l’arresto di Giampaolo Dall’Oglio rappresenta la fine di un incubo. Per giorni tutti sono rimasti con il fiato sospeso perché tra auto date alle fiamme e il delitto Citro, la gente non sapeva più cosa stesse accadendo.
Quanto avvenuto il 23 novembre scorso in via Papa Giovanni XXIII, al civico 10, nei pressi e all’interno della palazzina denominata “Corte Agnese” è estremamente grave. Il fatto che sia stata esclusa la pista mafiosa non rende la morte di un giovane padre di famiglia un fatto meno tragico, ma esclude ulteriori ripercussioni sul resto del territorio, anche se i reggiolesi sono stati tutti emotivamente coinvolti da questa vicenda, come ha dimostrato la partecipazione corale al funerale.
La numerosa comunità crotonese residente a Reggiolo ha vissuto con ulteriore preoccupazione i fatti avvenuti di recente e, dopo che è stato identificato il responsabile, in molti hanno pensato che i sospetti dei giorni precedenti fossero una forma di discriminazione nei loro confronti. «Mantovano? Per una lite di condominio? – ha scritto una donna sulla pagina Facebook di “Sei di Reggiolo se...” – Già tutti gridavano ad un omicidio mafioso in stile gomorra... Povero ragazzo... un padre di famiglia ucciso per una banale discussione... non si dà più valore alla vita altrui... che schifo».
Un’altra utente ha aggiunto: «Sono scioccata, uccidere una persona per un diverbio non riesco a definire la parola giusta». In molti hanno espresso la loro rabbia nei confronti dell’assassino, mentre tra i più prevale la preoccupazione per i figli della vittima, che dovranno crescere senza il loro padre. Il Comune di Reggiolo in questo senso si è già fatto avanti per offrire la sua disponibilità, ma anche tra i cittadini si pensa ad iniziative di sostegno. (m.p.)
Dall’Oglio abita proprio sotto l’appartamento della vittima insieme alla compagna Barbara Canneto, che è estranea alla condotta del marito.
I residenti che abitano nell’ala che è stata teatro dell’assassinio di Citro, già sconvolti dal brutale delitto del 23 novembre, sono rimasti ulteriormente sconcertati dall’esito delle indagini. Un doppio choc nel giro di pochissimi giorni.
Due lavoratori che stavano scendendo per prendere l’auto nel parcheggio e andare al lavoro, hanno commentato così: «È incredibile. Quest’estate era fuori che fumava una sigaretta e dal suo cortile mi ha salutato col braccio, ma non sapevo nemmeno chi fosse». Un altro condomino racconta che qualche tempo fa Dall’Oglio, durante una furibonda lite aveva picchiato il figlio della propria compagna, che lei aveva avuto da una precedente relazione (vicende che erano poi valse l’arresto al mantovano in quanto gli era stato revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali che aveva ottenuto dopo una condanna per violenze nei confronti della precedente convivente). Dopo quel fatto il minorenne non aveva più vissuto in quella casa.
Per la comunità reggiolese l’arresto di Giampaolo Dall’Oglio rappresenta la fine di un incubo. Per giorni tutti sono rimasti con il fiato sospeso perché tra auto date alle fiamme e il delitto Citro, la gente non sapeva più cosa stesse accadendo.
Quanto avvenuto il 23 novembre scorso in via Papa Giovanni XXIII, al civico 10, nei pressi e all’interno della palazzina denominata “Corte Agnese” è estremamente grave. Il fatto che sia stata esclusa la pista mafiosa non rende la morte di un giovane padre di famiglia un fatto meno tragico, ma esclude ulteriori ripercussioni sul resto del territorio, anche se i reggiolesi sono stati tutti emotivamente coinvolti da questa vicenda, come ha dimostrato la partecipazione corale al funerale.
La numerosa comunità crotonese residente a Reggiolo ha vissuto con ulteriore preoccupazione i fatti avvenuti di recente e, dopo che è stato identificato il responsabile, in molti hanno pensato che i sospetti dei giorni precedenti fossero una forma di discriminazione nei loro confronti. «Mantovano? Per una lite di condominio? – ha scritto una donna sulla pagina Facebook di “Sei di Reggiolo se...” – Già tutti gridavano ad un omicidio mafioso in stile gomorra... Povero ragazzo... un padre di famiglia ucciso per una banale discussione... non si dà più valore alla vita altrui... che schifo».
Un’altra utente ha aggiunto: «Sono scioccata, uccidere una persona per un diverbio non riesco a definire la parola giusta». In molti hanno espresso la loro rabbia nei confronti dell’assassino, mentre tra i più prevale la preoccupazione per i figli della vittima, che dovranno crescere senza il loro padre. Il Comune di Reggiolo in questo senso si è già fatto avanti per offrire la sua disponibilità, ma anche tra i cittadini si pensa ad iniziative di sostegno. (m.p.)
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