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Il mese scorso bloccarono la produzione di un’azienda

REGGIO EMILIA. Il furto di cavi di rame, quando avviene all’interno di aziende ancora attive, può provocare danno molto seri. Lo sanno bene alla Eqm di Gonzaga (Mantova), specializzata in componenti...

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REGGIO EMILIA. Il furto di cavi di rame, quando avviene all’interno di aziende ancora attive, può provocare danno molto seri. Lo sanno bene alla Eqm di Gonzaga (Mantova), specializzata in componenti per trebbiatrici e macchine agricole, una delle ditte derubate dalla banda arrestata dai carabinieri sampolesi. I primi di novembre i due romeni erano riusciti a sottrarre una quarantina di metri di cavo per alta tensione, presi in parte dagli impianti e parte dalla cabina Enel di alimentazione dello stabilimento. Conclusione: la produzione si è bloccata per molti giorni, finché l’impiantistica elettrica è stata ripristinata.

Il danno creato dai ladri, che hanno portato via il grosso cavo che collega la centrale elettrica, attraverso una rete di pozzetti, al reparto produttivo, si è rivelato infatti molto più serio del previsto. Quindici lavoratori, quattro quinti del totale dei dipendenti dell’azienda, sono dovuti rimanere ad aspettare a casa in contratto di solidarietà.

L’Eqm era già stata presa di mira in precedenza a fine ottobre quando i ladri, forse la stessa banda, erano entrati in un magazzino, dove, anche in quel caso, erano riusciti ad impossessarsi di cavi di rame.

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